Cronaca di Redazione , 12/01/2026 8:10

LIDO DI VENEZIA | Per Trentini campane a festa e messa di ringraziamento

don Renato Mazzuia
don Renato Mazzuia

Campane a festa, stamani alle ore 7.00 dalla chiesa di Sant'Antonio al Lido di Venezia, frequentata dai genitori di Alberto Trentini, che vi abitano a pochi passi. Le ha suonate il parroco, don Renato Mazzuia, appena saputa la notizia della liberazione del cooperante veneziano. "E' stata - ha detto don Mazzuia all'ANSA - una sveglia gioiosa, contenta e piena di speranza. E' stato un anno intenso di preghiera e di vicinanza ai genitori, che vediamo spesso qui dentro. Ho mandato un messaggino alla mamma, ho sentito l'avvocata Ballerini ho suonato le campane e adesso celebreremo una Messa di ringraziamento".

Trentini non vive a Venezia da una ventina d'anni, per il suo lavoro nella cooperazione internazionale. "Non lo conoscevo direttamente - ricorda il sacerdote - ma attraverso i suoi parenti quando tornava ogni tanto qui. Ora è importante che torni a casa", ha concluso.

FESTA AL LIDO E festeggia anche la comunità del Lido, per uno dei suoi figli partiti per il mondo, ma che qui ha lasciato le sue radici. La pasticceria Caldara ha appeso palloncini verdi, bianchi e rossi all'ingresso. "Bravi, che gioia", commenta una signora col cane entrando. Ma tutta l'isola si stringe attorno alla famiglia, come dimostra uno striscione appeso alla chiesa di Santa Maria Elisabetta, porta d'ingresso al Lido per chi arriva da Venezia perché qui attaccano i vaporetti: c'è scritto Alberto Trentini libero, come sullo striscione appeso fuori casa dei genitori. Era un auspicio, oggi è un fatto.

PRESIDENTE MUNICIPALITA' LIDO La liberazione di Alberto Trentini arriva dopo "una detenzione assurda, ingiustificata perché a tutt'oggi non c'è un'accusa precisa, cosa che ha sprofondato nell'angoscia soprattutto i genitori. E dopo 400 giorni è una notizia che rallegra tutta la comunità". Lo afferma Emilio Guberti, presidente della Municipalità Lido Pellestrina di Venezia. "Io e la famiglia avevamo parlato sin dall'inizio, ci avevano chiesto di tenere un profilo basso proprio per evitare di inasprire una situazione che poteva diventare ancora più complicata - spiega Guberti -. Abbiamo esposto, perché ce l'hanno chiesto loro espressamente, lo striscione". 
Guberti non ha ancora parlato con i genitori di Trentini, "la famiglia vuole vivere questo momento in maniera tranquilla". E per festeggiare "vedremo cosa organizzare, grazie a quanti si sono spesi per la soluzione di questa tragica vicenda".

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