VIDEO | Faedo, l'ingegnere biancoscudato: laurea magistrale a Padova, "Ma mi sento calciatore"
Uno dei goal più importanti della sua vita Carlo Faedo lo segna alle 15:30 del 2 dicembre, nelle aule di via Loredan, cuore dell’Università di Padova. E' il momento in cui il difensore biancoscudato è stato proclamato dottore in Ingegneria Chimica. “Goal” nel senso più autentico del termine. Tradotto dall’inglese: come obiettivo raggiunto. Goal, e non rete, perché Faedo la tesi l’ha scritta e discussa in inglese.
Il difensore biancoscudato infatti ha conseguito la Laurea Magistrale in Chemical and Process Engineering all’Università di Padova con il punteggio di 92/110°, portando la tesi di laurea “Process development of supercritical CO2, Sterilization applied to FFP2 masks: experimental study and microbial inactivation kinetics”.
LA STORIA Carlo Faedo ha preso matricola al Bo da giocatore dilettante, in Eccellenza: poi il salto tra i professionisti alla Virtus Verona, l’approdo al Padova, una crescita costante fino alla conquista della Serie B. La stessa determinazione in aula studio e in campo. Mentre la carriera sportiva prendeva quota, l’altra metà della sua vita correva tra lezioni – a Vicenza prima, a Padova poi - esami, laboratori, tirocini. Corona d’alloro in testa, sorriso pieno, fuori dalle aule di via Loredan il dottor Faedo è stato circondato da un’onda di affetto: la famiglia al completo, gli amici, i compagni di facoltà, la fidanzata Alessia. Pure un giovanissimo tifoso: con uno striscione ad hoc, e una letterina consegnata al calciatore eroe. Una gioia semplice e potente, la “straordinarietà della normalità” di chi, passo dopo passo, è arrivato al traguardo più atteso.
UN CASO PIU' UNICO CHE RARO In tutto il professionismo (Serie A, B, C) il 4,8% dei calciatori è laureato, mentre l’11,4% è iscritto a un corso universitario. Nel dettaglio, in Serie B, la categoria di Carlo Faedo, il 4,7% dei calciatori ha laurea (soprattutto Scienze Motorie 2,4%, Sport Management 0,7%, Economia 1%) e 7,6% di iscritti. Giocatori e ingegneri? Nel mondo si contano sulle dita di una mano. I più noti? Shaka Hislop, fu portiere in Premier League, e un giovane Arsène Wenger, ai tempi della sua militanza a Strasburgo. Ancora: Manuel Pellegrini (ex difensore cileno), laureato ad Ingegneria Civile alla Pontificia Univ. Católica Chile nel 1979. O Clara Matéo, attaccante francese del Paris FC, che nel 2020 si è laureata Ingegneria Materiali (2020). Insomma: Carlo Faedo resta un caso unico italiano e raro davvero a livello mondiale.
L'INGEGNERE BIANCOSCUDATO Faedo oggi, quindi: personalità calcistica in controtendenza. Dottore in una materia lontana dal calcio, rigorosa, fatta di parametri, calcoli e processi. E forse è proprio in questo contrasto — tra la libertà delle sue scorribande in campo e la precisione dell’ingegneria — che si nasconde la sua unicità. Ma non solo: gli applausi per la laurea sono arrivati 72 ore dopo quelli ricevuti per il suo primo gol in Serie B: 1-0 del Padova a Pescara (QUI LE IMMAGINI DEL MATCH) gara che ha raccontato di una squadra, e di un calciatore, fortemente aggrappati alla Serie B, così duramente conquistata appena sette mesi fa. Due percorsi diversi, entrambi portati a termine con la stessa determinazione. Faedo, protagonista di una storia che racconta come talento e studio non si escludano. E che si può crescere in due mondi senza tradirne nessuno.

