Cronaca di Redazione , 14/11/2025 15:53

Derubricato in peculato d'uso il reato all'ex Prefetto di Padova Francesco Messina

Il prefetto di Padova Francesco Messina
Il prefetto di Padova Francesco Messina

Sono stati derubricati a peculato d'uso e utilizzo indebito di personale dello Stato i reati del capo di imputazione sulla base del quale era stato chiesto il giudizio per l'ex prefetto di Padova, Francesco Messina, davanti al Gup del tribunale di Padova. Inizialmente l'accusa era di peculato.
 L'alto funzionario di Stato, assistito dall'avvocato Alberto Berardi ha provveduto a rifondere la pubblica amministrazione del danno ipotizzato dalla pubblica accusa, che imputa all'ex Prefetto un uso "disinvolto" dell'auto di servizio e degli autisti, personale in distacco dalla locale Questura, per un ammontante di circa seimila euro. 
All’ex prefetto sono stati contestati 53 episodi nell’arco di tempo dal luglio 2023 al settembre 2024. Le indagini condotte dalla Digos sono scattate quando le Audi A3, come da routine, sono state controllate e attraverso i Telepass per l’autostrada erano emerse svariate trasferte fuori provincia non giustificate. 
L'udienza preliminare è stata rinviata al 19 novembre, per la discussione delle parti.

Il peculato si distingue dal peculato d'uso principalmente per l'intento e la restituzione del bene: il peculato è l'appropriazione definitiva di un bene pubblico, mentre il peculato d'uso è l'uso momentaneo dello stesso bene con l'intenzione di restituirlo immediatamente. Per questo motivo, le pene sono diverse: più severe per il peculato e più lievi per il peculato d'uso che prevede una pena di reclusione da 6 mesi a 3 anni.