OMICIDIO DI LIMENA | Autopsia: Franco Bergamin è morto subito con il collo spezzato

Frattura dell'osso del collo e lesioni diffuse: sono emersi dettagli inquietanti dall'autopsia sul corpo di Franco Bernardo Bergamin, l'ottantenne trovato morto nella sua casa di Limena. Sono i segni della ferocia di Alessio Battaglia, 41 anni originario di Trieste, arrestato a Monfalcone, reo confesso: davanti al sostituto procuratore ha ammesso le proprie responsabilità (QUI IL SERVIZIO TG PADOVA). Battaglia è attualmente in carcere a Padova con l'accusa di omicidio volontario.
Secondo quanto confessato, tutto sarebbe successo il 22 febbraio. Alessio Battaglia avrebbe ucciso Franco Bergamin al termine di una lite furibonda. Fatale un colpo che si presume secco, a mani nude, come a girare la testa dell'anziano: l'ottantenne aveva fratturate le prime due e le ultime due vertebre cervicali. Una mossa violenta, quindi, che escluderebbe una caduta accidentale sul pavimento o una spinta verso il muro avvenuta ipoteticamente in una discussione poi degenerata. Ancora: non ci sarebbero segni di difesa dell'ottantenne che non avrebbe fatto tempo a reagire, sopraffatto dalla fisicità di un uomo di quarant'anni più giovane. L'autopsia comunque non è ancora terminata: ci vorranno ancora diverse settimane per delineare l'intero scenario. Mancano ad esempio gli esami tossicologici per escludere la presenza di alcol o stupefacenti durante l'aggressione.
Dalle prime analisi del cadavere di Bergamin sono poi emerse ferite ed escoriazioni: lividi, che potrebbero essere antecedenti al delitto del 22 febbraio. Possibile che Battaglia abbia vessato l'ottantenne di Limena già in passato. Quindi la furia in una notte. E poi la lucidità di avvolgere prima il cadavere in due sacchetti neri della spazzatura e poi di adagiarlo in un armadio, riempendo quindi la casa di spray profumatori per nascondere l'odore della decomposizione.
La fuga durata 11 giorni, infine. Dal 22 febbraio al 5 marzo pomeriggio il 41enne triestino ha avuto tutto il tempo per abbandonare Limena e trovare un alloggio dove nascondersi: a Monfalcone, da un'amica, dove però sono giunti i Carabinieri di Padova che hanno posto l'uomo in stato di fermo. Quindi l'interrogatorio e le ammissioni, per un delitto i cui contorni sono diventati più chiari giorno dopo giorno.

