Denuncia un collega per molestie ma viene reintegrato a lavoro

Nessuna molestia e quindi tornerà a lavoro. E' quanto deciso dal giudice nella sentenza nel quale era imputato un 59enne licenziato, dopo la sentenza di primo primo grado per molestie. “L'unica frase che ha un esplicito e diretto riferimento alla collega di lavoro che sarebbe stata molestata (e cioè ‘ma tu sei bella quando indossi i top’) è una frase mai oggetto di contestazione disciplinare che non ha certo l'attitudine ad integrare i caratteri della molestia” si legge tra le motivazioni della sentenza.
“Siamo soddisfatti del risultato ma i danni per il lavoratore sono stati di molto superiore al risarcimento ottenuto - ha spiegato l'avvocato Roberto Finocchiaro, legale dei dipendente, al 'Gazzettino - , visto che lo stesso ha dovuto lasciare temporaneamente il posto di lavoro con il marchio di molestatore: la vicenda dimostra come il tema delle molestie sessuali sia poco conosciuto anche dal punto di vista legale e che l'eccessivo zelo possa causare danni collaterali devastanti”.
L'episodio denunciato dalla vittima risale a febbraio 2022. Dopo le opportune indagini il 59enne padovano era stato condannato dal tribunale. Ovviamente aveva presentato ricorso e i giudici in Appello hanno cancellato l'esito della prima sentenza.

