Cronaca di Redazione , 21/06/2023 14:46

Mamme gay, Carfagna: è crudele intervenire ex post

Carfagna
Carfagna

"La decisione della Procura di Padova di impugnare la registrazione degli atti di nascita di 33 bambini figli di due mamme, chiedendone la rettifica con l'annullamento del riconoscimento di una delle due madri, non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia contro la maternità surrogata". Lo dichiara Mara Carfagna, presidente di Azione. "Al di là del profilo strettamente giuridico - aggiunge - esistono un dato materiale e un dato morale di cui tenere conto. Il dato materiale è che quei bambini non sono nati attraverso la surrogazione di maternità, non sono mai stati separati dalla donna che li ha portati in grembo, e quella donna ha fatto una scelta di maternità insieme alla sua compagna. Dobbiamo prendere atto che donne e uomini non sono uguali davanti alla genitorialità. Per non commettere ingiustizie, questa differenza deve essere vista e riconosciuta. Il dato morale invece è evidente a tutti: uno Stato che interviene ex-post, in qualche caso ad anni di distanza dalle registrazioni, mettendo in questione relazioni affettive e famigliari consolidate, è uno Stato crudele, che dimentica un principio essenziale di umanità: prima di tutto viene la persona, prima di tutto vengono i bambini e le loro madri. La battaglia contro la Gpa, che condivido da moltissimi anni, è altra cosa: E' una battaglia in difesa dei diritti umani fondamentali: innanzitutto del diritto del bambino a non essere separato dalla madre che lo ha portato in grembo come dice la Convenzione di New York, e poi del diritto delle madri a non essere separate dai loro bambini. Nei casi di Padova, ma anche in quelli di Bologna, dove, nuovamente, a essere colpite dal provvedimento sono state solo coppie di donne completamente estranee alla pratica dell'utero in affitto, le madri ci sono, hanno generato i loro bambini, li hanno cresciuti, sono presenti. I sindaci - conclude Carfagna - hanno sbagliato e hanno violato la legge utili (ANSA).