Diede dell'assassino al Maresciallo Cadorna, deve risarcire il nipote con 10.000 euro

Insultare il maresciallo Luigi Cadorna, dandogli dell'assassino e del criminale di guerra, significa diffamarlo. E' la ragione, riportata dal Corriere del Veneto, per la quale il Tribunale di Padova ha condannato il venetista Michele Favero a risarcire con 10mila euro il nipote del militare, ordinandogli anche di cancellare immediatamente tutti i commenti offensivi pubblicati sui social.
Lo scontro legale si trascina da un anno. Da una parte la "libertà di critica" addotta a sua difesa dal segretario di Indipendenza Veneta, più volte candidato in consiglio regionale; dall'altra l'onore del "generalissimo" che diresse le operazioni del Regio Esercito nella Prima Guerra Mondiale fino alla disfatta di Caporetto. Secondo l'accusa, tra novembre del 2015 e l'agosto del 2021, in decine di occasioni Favero avrebbe parlato di Cadorna sui social, definendolo "assassino", "verme", militare "che misurava le vite umane con le pallottole" e che "doveva essere giudicato come criminale di guerra".
Parole che non sono piaciute a Carlo Cadorna, colonnello di Cavalleria in pensione e nipote del maresciallo, che gli ha fatto causa. "I toni usati - scrive il giudice istruttore Maddalena Saturni - non sono solo 'parole forti' che pure potrebbero essere tollerate nell'esercizio del diritto di critica, ma sono veri e propri insulti, gratuita manifestazione di sentimenti ostili che prescinde dalla verità dei fatti storici".

