Cronaca di Redazione , 22/06/2022 9:33

Soccorse un ferito in un incidente davanti a casa anche se positiva al Covid, assolta

Maristella Scarmignan
Maristella Scarmignan

Aveva soccorso un uomo ferito che aveva fatto un incidente vicino a casa sua in sella ad una moto. La colpa? Essere uscita di casa nonostante il regime di quarantena perchè positiva al covid.

Maristella Scarmignan, casalinga di 56 anni, di Ospedaletto Euganeo era così stata condannata a 2 mesi di arresto, pena sostituita da una multa di 4.500 euro. Pochi giorni fa però la bella notizia: assolta con formula piena perché il fatto non costituisce reato. A riferirlo è il ‘mattino di Padova’. Il suo caso divenne di dominio pubblico il 23 aprile 2020 e scatenò lo sdegno dei cittadini. Il deputato Raphael Raduzzi (Alternativa) si è sobbarcato le spese legali per la difesa della donna che dopo 5 mesi ha visto ribaltare la sentenza dal tribunale. 
La donna quel giorno sentì un forte botto e affacciandosi alla finestra di casa notò come il motociclista, perdendo il controllo del mezzo, si fosse schiantato contro un palo della segnaletica stradale finendo a terra vicino al fossato. Fu proprio lei la prima a soccorrerlo e a chiamare il 118. Sul posto arrivarono anche i carabinieri e quando emerse la sua positività al covid-19 scattò la denuncia.
L’avvocato Antonio Ceccani, che difende la 56enne, ak quotidiano spiega: “Il giudice ha riconosciuto che Maristella ha correttamente adempiuto un dovere morale e giuridico nell’andare a soccorrere il motociclista. Nel corso dell’istruttoria è emerso proprio che Maristella, sentito il boato dell’incidente, subito è accorsa a prestare soccorso chiedendo immediatamente dopo al figlio di portarle i dispositivi di sicurezza individuale per tutelare la salute degli altri. Solo a seguito dell’intervento degli operatori del 118, Maristella ha fatto rientro a casa. È altresì emerso che la richiesta dei documenti da parte dei carabinieri è avvenuta dopo qualche ora: i carabinieri avevano peraltro già i dati anagrafici della donna, e chiaramente sapevano dove abitava. Non era necessario richiedere il documento, anche perché la richiesta di documenti viene effettuata legittimamente allorché il soggetto destinatario abbia precedenti penali in caso di assembramenti, ovvero sommosse e comunque adunate non autorizzate. Non era quello il caso”.
Maristella Scarmignan racconta: “Ho pianto di gioia. Ho insegnato ai miei figli a comportarsi tutelando il prossimo ed aiutando le persone in difficoltà e quale educatore, la condanna ricevuta per aver soccorso quel motociclista, era ingiusta e paradossale. Non è stato facile affrontare un giudizio ma ero tranquilla perché consapevole di aver agito secondo quelle regole di giustizia troppo spesso dimenticate e ignorate, sapevo di aver detto sempre e comunque la verità”.