Maturità: protesta degli studenti in Prato della Valle

“Gli immaturi siete voi, convocateci e ascoltate gli studenti”. Questo lo slogan degli studenti che oggi a Padova, come in tutta Italia, scenderanno in piazza per protestare contro le regole della Maturità 2022.
A soli 5 mesi dall'inizio degli esami il ministero dell'Istruzione ha inserito una seconda prova scritta e questo ha fatto infuriare i maturandi. Il problema principale - sottolinea attraverso un comunicato la ‘Rete Studenti Medi Padova’ -, è il fatto di aver strutturato l’esame di Stato non sapendo veramente la condizione didattica degli studenti, la loro preparazione ridotta rispetto al normale e le difficoltà date dalla Dad che ancora si portano dietro. Se non si ascoltano i diretti interessati l’esame non sarà mai adeguato alle circostanze svantaggiose in cui i maturandi si trovano a doverlo sostenere".
“Crediamo fortemente nell'importanza di ogni tappa del nostro percorso scolastico, esame di maturità compreso : ci sembra però che il Ministero stia giocando ancora una volta sulla nostra educazione, perché 5 anni di scuole superiori non sono un insignificante intervallo della nostra formazione e l'esame conclusivo non può essere buttato allo sbaraglio - dichiara Irene Bresciani coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Padova - saremo nelle piazze contro un Ministero che non ci rappresenta, che decide su di noi ma senza di noi. Dopo due anni di pandemia, due anni di instabilità e soprattutto dopo due anni nei quali istituzioni e amministrazioni hanno dimostrato tutta la loro impreparazione nell’affrontare le problematiche del sistema scuola, non staremo fermi a guardare e sperare in una maturità più ragionevole e parallela alla situazione scolastica critica che da studenti abbiamo oltrepassato. Intere quinte disperate, studenti e professori lasciati a se stessi per due anni e costretti ora a stravolgere programmi e preparazione. La risposta a questa protesta non può essere la messa in dubbio delle competenze di noi studenti e nemmeno la nostra serietà, anzi, si devono capire e comprendere il disagio e l’instabilità didattica che sono stati protagonisti in questi anni. Invece questa proposta del Ministero dimostra come i piani alti pensino che l’aver fatto lezioni online per mesi e mesi, rinchiusi in delle stanze, non sia stato deleterio per la nostra educazione e che delle direttive sull'esame comunicate a meno di 5 mesi dallo stesso, senza preavviso e senza un confronto reale con tutte le componenti del sistema scuola, vengano passivamente accettate” conclude.
La protesta si terrà questa mattina in Prato della Valle.

