Cronaca di Marzia Pretolani , 05/01/2022 19:00

Armati, violenti e organizzati: arrestati i predoni albanesi VIDEO

Armati e organizzati con flessibili a lame per tagliare i muri e asportare le casseforti, con radio ricetrasmittenti per comunicare durante i colpi, a telefoni spenti per non essere intercettati, con tanto di pistole e mazze da baseball che non hanno esitato ad usare, brutalmente, come nel caso dell’aggressione lo scorso 10 dicembre del titolare di un bar di Noventa, loro connazionale, finito in ospedale con 60 giorni di prognosi.

Questa la banda di predoni albanesi sgominata dopo delicate indagini fatte di appostamenti e intercettazioni dai Carabinieri padovani. 5 arrestati, uomini albanesi 30 e 40enni, alcuni con precedenti, accusati di associazione a delinquere, furti aggravati, ma anche detenzione illegale di armi, ricettazione e lesioni gravissime, nel caso della spedizione punitiva a Noventa Padovana.

Almeno 40 i colpi ricondotti alla banda, nelle case del padovano come nelle altre province venete, fino in Friuli e Toscana.

Le indagini partite lo scorso settembre dopo il furto in un’abitazione di Polverara, da dove era stata portata via una potente Bmw.

Auto potenti rubate o intestate a prestanome con cui il pomeriggio si mettevano a setacciare le strade venete a caccia di obiettivi da colpire.

Che poi, dopo ogni colpo, pulivano a fondo per non lasciare tracce a loro riconducibili: ripresi dalle telecamere in un autolavaggio ad aspirare l’abitacolo e cancellare le impronte.

La loro base logistica, dove in parte sono stati arrestati, un appartamento di Favaro Veneto, nel veneziano, dove sono state trovate armi, soldi e refurtiva. E anche un’auto usata per le ultime scorribande all’interno della quale c’era la sacca con l’attrezzatura del mestiere, con la quale scardinavano gli infissi delle abitazioni colpite senza svegliare i proprietari che dormivano: ecco flessibili, piedi di porco, cacciaviti, trapani e chiavi artigianali per forare le finestre e far ruotare le maniglie degli infissi…