Cronaca di Redazione , 14/10/2021 7:43

Da Padova a Cambridge: Specializzandi e junior entreranno in sala per vedermi operare

Daniele Borsetto e l’ospedale di Cambridge

Daniele Borsetto, 35 anni, è un giovane medico padovano che presto insegnerà all'ospedale di Cambridge. Si è laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova e nel 2017 è partito per la prima volta per contratto di 3 mesi a Cambridge appena specializzato in otorinolaringoiatria. Subito dopo si è occupato di anno di chirurgia oncologica testa-collo a Birmingham, poi per un altro anno di chirurgia della base cranica anteriore e laterale prima nuovamente a Cambridge e poi a Londra. 
Originario di Albignasego, come riporta il ‘Gazzettino’, all'ultimo concorso all'ospedale di Cambridge nel dipartimento di chirurgia della base cranica, otologia ed impianti cocleari, si è aggiudicato il ruolo di consultant (per intenderci una figura simile al nostro primario). Torna quindi per la terza volta nella città universitaria, con un bagaglio di 900 interventi da primo operatore, più di 70 pubblicazioni scientifiche e la partecipazione al concorso. “L'ultima assunzione è stata 10 anni fa. L'assegnazione del posto ad un italiano ha provocato gran fermento: nel mio dipartimento sono tutti inglesi, tranne il mio professore canadese, quindi sembra incredibile abbiano selezionato me per un ruolo così prestigioso. Nel colloquio li ho rassicurati: i miei figli amano il fish&chips e tifavano Inghilterra agli Europei” ha detto al quotidiano. 

Ora Borsetto insegnerà in sala operatoria: “Si tratta del terzo ospedale in Europa per numero di impianti cocleari, circa 250 l'anno. Nel dipartimento siamo in 14, di cui in 5 ci occupiamo di otologia e base cranica. Io sono il più giovane: gli altri sono luminari che guardavo con ammirazione e studiavo. Ora, come loro, sono responsabile dei miei laboratori, dello sviluppo dei servizi, della formazione dei junior. Al di sopra di me, nella scala gerarchica, c'è solo il medical director, il direttore dell'ospedale. Ho totalmente la responsabilità delle mie operazioni, non ho più un capo che mi leverà le castagne dal fuoco. Specializzandi e junior, anche più anziani di me, entreranno in sala operatoria per vedermi lavorare”.