Cronaca di Redazione , 11/06/2021 10:24

Crisanti: Giovani non rischiano con il covid, la loro vaccinazione è un servizio per la comunità

Andrea Crisanti

“La mia posizione è da sempre che i giovani non rischiano col Covid, quindi è necessario che il rischio posto dal vaccino sia per loro estremamente basso. La vaccinazione in quella fascia di popolazione è una sorta di servizio alla collettività, un atto altruistico per la salute pubblica. Ripeto: la ragione per cui vanno vaccinati i giovani è per raggiungere l’immunità di gregge. E per evitare che circolando il virus sorgano nuove varianti”.
A dirlo a ‘La Stampa’ è Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova, che racconta il Covid e la questione etica alla base della vaccinazione dei ragazzi in occasione dell’iniziativa “Condomini” di Fondazione Musica per Roma. alla domanda: Professore, le famiglie si preoccupano per gli effetti collaterali della vaccinazione, in particolare di AstraZeneca e J&J. Questi vaccini a vettore virale darebbero più rischi che benefici. Tanto che si sta pensando di destinare ai più giovani solo i vaccini a mRNA, ad open day già cominciati per i maturandi. Che ne pensa? “La mia posizione è molto semplice, il vaccino AstraZeneca è efficace e sicuro e causa solo in alcuni rarissimi casi reazioni avverse alcune delle quali anche gravi. Ma per abbattere anche quel remoto rischio, visto che abbiamo un’alternativa, cioè i vaccini a Rna messaggero, che si dia quell’alternativa. Somministrare l’AstraZeneca a tutti è un errore ma non perché questo vaccino non funzioni o non sia sicuro, è un errore perché abbiamo alternative, che vanno privilegiate in via precauzionale. Il rapporto rischio-benefici per i giovani non è a favore dei benefici: se per Coronavirus a 18 anni non si hanno decessi, basta un solo caso di morte per vaccino perché il rischio superi il beneficio. La questione è dunque etica. E sugli open day bisognava ragionarci meglio”.