Cronaca di Redazione , 12/04/2021 23:02

Mafia: Veneto non è un'isola felice, ma nemmeno un'isola perduta

Il Veneto, così come l'intero Nordest, non è un'sola felice rispetto alle infiltrazioni mafiose, ma non è neppure 'un'area perduta' perché è una realtà funzionante e sana. E' fondamentale il controllo del territorio con i vecchi sistemi, monitorando le varie realtà con le forze dell'ordine". 

Lo ha detto il Procuratore capo di Venezia, nonché responsabile della Dda del Veneto, Bruno Cherchi in un colloquio in streaming con il parlamentare veneziano Nicola Pellicani (Pd) e l'ex presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. "Negli ultimi tre anni - ha rilevato Cherchi, sulla scorta anche degli esiti della Commissione Bindi - sono scattati oltre 200 arresti con un numero di indagati ancor maggiore, con sentenze, per la prima volta per associazione a delinquere di stampo mafioso". Le indagini, è stato ricordato da Pellicani, hanno seguito l'asse Verona-Venezia (caso Eraclea) con passaggi su Padova e Vicenza. "Quella che si riteneva un'area di 'transito' per le mafie - ha aggiunto Cherchi - ha dimostrato una stanzialità oltre che ventennale. Penso al futuro ma guardo al passato per capire ciò che è successo". 

Per Cherchi errori di sottovalutazione ne sono stati fatti isia da parte delle Procure che delle forze dell'ordine, così come "dalla cosiddetta società civile - ha sottolineato - come Comuni, Province e associazionismo di categoria". Il futuro, ha ribadito Cherchi "non è incrociare dati stando davanti ad un pc ma mandando le forze dell'ordine, come una volta sul territorio, per poi avere, con la collaborazione della società civile dare gli strumenti d'azione alla magistratura".