Sfratti nel padovano: calano nel 2025 ma aumentano le richieste di esecuzione

Calano i provvedimenti di sfratto emessi nel 2025, ma crescono le richieste di esecuzione. I dati definitivi sugli sfratti relativi all’anno 2025, pubblicati dall’Ufficio Centrale di Statistica del Ministero dell'Interno, delineano un quadro strutturale complesso per la provincia di Padova e per l’intero Veneto. Se da un lato le procedure complessive mostrano una flessione sul fronte degli sfratti eseguiti, dall'altro emerge una forte pressione sul piano burocratico e delle richieste esecutive che rallenta il normale ricambio all'interno del mercato delle locazioni tradizionali.
Nella provincia di Padova, nel corso del 2025, i provvedimenti di sfratto emessi sono stati 271, registrando una contrazione del -17,88% rispetto al 2024. Anche gli sfratti eseguiti con l'intervento dell'ufficiale giudiziario mostrano un leggero calo, attestandosi a 296 (-4,21%). Di contro, si registra un incremento significativo sul fronte delle richieste di esecuzione presentate all'Ufficiale Giudiziario, che hanno raggiunto quota 827 (+91,88%).
“Il volume delle richieste d'esecuzione a Padova evidenzia come la macchina burocratica e i tempi d'attesa legali rappresentino ancora un nodo critico per i locatori - dichiara Silvio Barbiero, Presidente di UPPI Padova e Presidente Vicario di UPPI Nazionale -. La diminuzione dei provvedimenti emessi non cancella le difficoltà strutturali: il contenzioso si concentra nella fase esecutiva, allungando i tempi in cui i proprietari, pur in possesso di un titolo esecutivo, riescono a rientrare nella disponibilità dei propri immobili”.
DATI VENENTI A livello regionale, il Veneto registra 2.091 provvedimenti di sfratto complessivi (+0,53%). Di questi, la componente principale rimane legata alla morosità o altra causa, che pesa per ben 1.521 provvedimenti (pari all’82,3% del totale regionale). Gli sfratti eseguiti in tutto il Veneto sono stati complessivamente 1.335 (-19,63%). Nel contesto regionale, Padova si conferma come la seconda provincia per volume di richieste di esecuzione (827) e per interventi eseguiti (296).
A fronte di questo scenario, UPPI Padova sottolinea l'importanza di un'azione sinergica tra tutti gli attori economici, accademici e sociali della provincia per favorire lo sviluppo del mercato locativo. “La contrazione dell'offerta di alloggi per la locazione residenziale a lungo termine rappresenta un freno alla crescita della nostra comunità - evidenzia Silvio Barbiero -. La difficoltà nel reperire soluzioni abitative stabili tocca da vicino sia i vecchi e nuovi nuclei familiari padovani, sia la platea dei lavoratori provenienti da altre regioni e dei giovani. Se non sosteniamo l'offerta, rischiamo di indebolire l'attrattività delle nostre imprese, la centralità dell'Università e la capacità dei settori pubblici – come sanità, scuola, servizi e uffici pubblici – di coprire i propri vuoti in organico con personale proveniente da altre regioni, spesso disincentivato dalle difficoltà di inserimento abitativo”.
Per questa ragione, UPPI propone l'attivazione di un tavolo permanente che coinvolga Comuni, Camera di Commercio, Università, Associazioni di categoria e Istituti bancari. “È necessario mettere a sistema interventi mirati per rimettere sul mercato delle locazioni le centinaia di immobili ereditati o comunque obsoleti, che oggi risultano fermi perché necessitano di indispensabili opere di ammodernamento e ristrutturazione - spiega il Presidente Barbiero -. Molti piccoli proprietari non dispongono della liquidità immediata per riqualificare queste proprietà. Chiediamo che gli istituti bancari e le rappresentanze delle categorie economiche collaborino alla creazione di linee di credito dedicate, flessibili e agevolate, affiancate da adeguate garanzie istituzionali, per rimettere in circolo questo patrimonio edilizio”.

