Attualità di Redazione , 20/10/2026 11:19

VENETO AGRICOLTURA | Un miliardo di euro il valore generato dai mercati ortofrutticoli Veneti

Un mercato ortofrutticolo
Un mercato ortofrutticolo

Che i mercati ortofrutticoli operativi sul territorio della regione generassero un valore complessivo superiore al miliardo di euro, non succedeva dal 2010. Ma ora, con la pubblicazione da parte di Veneto Agricoltura dei dati sull’ortofrutta regionale relativi al 2025, il superamento di questa soglia trova conferma nei dati ufficiali.
A certificarlo è il report redatto dall’Osservatorio Economico dell’Agenzia, che, avendo analizzato l’andamento dei 15 mercati ortofrutticoli rilevati nel Veneto, ha evidenziato come, nella scorsa annata, questi ultimi abbiano sfiorato un valore di 1,1 miliardi di euro (+19,6% sul 2024 e +14,7% sul 2016).

La crescita è riconducibile principalmente al deciso aumento del prezzo medio della merce ortofrutticola, salito a 1,59 €/kg (+20,8% sul 2024 e +60,7% sul 2016), perché, a livello di volumi smerciati, la situazione appare capovolta.
Nel 2025, infatti, i mercati regionali hanno movimentato circa 678 mila tonnellate di merci, facendo registrare un lieve calo dell'1,0% rispetto all'anno precedente. Il dato, però, si inserisce in un trend di lungo periodo decisamente più vistoso: in dieci anni, la contrazione dei volumi è stata del 28,7% e i mercati attivi si sono ridotti da 19 a 15 (-21%), a testimonianza di un processo di concentrazione degli scambi e dello sviluppo di canali alternativi di distribuzione.

Dal punto di vista merceologico, la scorsa annata ha confermato gli ortaggi come la categoria maggiormente commercializzata (386.000 tonnellate, +3,4% sul 2024), seguita da frutta fresca (186.00 tonnellate, -14%) e agrumi (101.000 tonnellate, +11,8%). Più distanziata la frutta secca (5.000 tonnellate, +9,6%).
Circa il 90% di questi volumi si è concentrato nei mercati di redistribuzione di Verona, Padova e Treviso, seppur tutti e tre abbiano mostrato un lieve flessione rispetto al 2024 (rispettivamente, -1,5%, -0,3% e -2,7%), così come i mercati terminali o al consumo (-3,8%, a causa dei cali patiti a Bassano del Grappa e Vicenza). In incremento, al contrario, i mercati alla produzione, trainati dalle ottime prestazioni della sede di Lusia (+6,9%).

Volgendo, poi, lo sguardo ai flussi, emerge un quadro piuttosto variegato. La provenienza delle merci in entrata è per il 52% da altre regioni italiane (soprattutto Puglia, Sicilia ed Emilia Romagna), per il 27% estera (prevalentemente Spagna e Olanda) e per il 20% dalla produzione locale veneta.
I prodotti ortofrutticoli in uscita invece sono stati assorbiti principalmente da clienti locali (52%), con il 25% del totale destinato all’esportazione internazionale (in primis Austria, Slovenia e Croazia) e il 23% a località entro i confini nazionali (soprattutto in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna).

Tra gli acquirenti, primeggiano, in maniera netta, i grossisti, avendo comprato, sulla falsariga del 2024, il 53,7% dei volumi. Completano il podio la GDO (28% del totale, in calo dell’8%) e il canale dei dettaglianti fissi (11% del totale, in crescita del 15,4%).