Attualità di Redazione , 17/10/2026 11:41

CISL | Aumentano gli stipendi, ma cala il potere d'acquisto

Soldi trovati al parco
Soldi trovati al parco

n dieci anni le retribuzioni sono aumentate, ma non abbastanza da tenere il passo con l’inflazione. In provincia di Venezia, tra il 2015 e il 2025, il potere d’acquisto dei lavoratori ha perso il 6,6 per cento. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cisl veneziana, basata sui dati dell’Osservatorio JobPricing e sull’andamento dei prezzi rilevato dall’Istat.

Nel 2025 la retribuzione globale annua media in provincia si è attestata a 33.133 euro lordi, con Venezia al 29esimo posto nella classifica nazionale, due posizioni in meno rispetto all’anno precedente. Il dato è inferiore alla media veneta, pari a 33.790 euro, e alle retribuzioni registrate a Padova, Verona e Treviso.

Ma è il confronto con l’inflazione a evidenziare la perdita più significativa. Nell’arco di dieci anni, gli stipendi veneziani sono cresciuti del 14,4 per cento, contro un aumento dei prezzi del 22,5 per cento. Tradotto in termini concreti: uno stipendio mensile passato da 1.500 a 1.716 euro avrebbe dovuto raggiungere i 1.837 euro e 50 centesimi per mantenere lo stesso potere d’acquisto. Una differenza di oltre 120 euro al mese.

Per il segretario generale della Cisl di Venezia, Michele Zanocco, servono interventi per recuperare il valore reale delle retribuzioni. Il sindacato chiede il rinnovo dei contratti nazionali alla loro scadenza, il rafforzamento della contrattazione aziendale e territoriale e una maggiore detassazione degli aumenti salariali e dei premi di produttività.

La Cisl richiama inoltre la necessità di investire nei settori a maggior valore aggiunto, dalla manifattura alla logistica, passando per la transizione industriale di Porto Marghera, la formazione e le competenze. Tra le priorità anche l’emergenza abitativa, con il peso degli affitti sui bilanci familiari.

La proposta è un patto territoriale con istituzioni e associazioni datoriali per promuovere lavoro di qualità e salari più alti, in un contesto in cui, secondo il sindacato, la crescita delle retribuzioni continua a non compensare l’aumento del costo della vita.