Tagli ai Comuni, Manildo: "Governo e Regione non danno risposte", i sindaci veneti protestano

“La mobilitazione trasversale dei sindaci veneti, pronti a marciare su Roma, o a consegnare le chiavi dei municipi, rappresenta un grido d'allarme che non può più essere ignorato. I dati descrivono una situazione drammatica per i territori: centinaia di milioni di euro sottratti ai bilanci locali in pochi anni, che costringono gli amministratori a compiere scelte dolorose. I Comuni, soprattutto quelli virtuosi, vengono lasciati soli a fronteggiare l'aumento dei costi energetici e contrattuali senza adeguate coperture statali. Si tratta di una mannaia sulla qualità della vita dei cittadini veneti. Un danno che vede questo governo pienamente responsabile”, è la presa di posizione di Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, che denuncia le ricadute dei tagli sui territori e punta il dito contro il Governo e la Regione.
“Non solo”, aggiunge, “di fronte a questa crisi, si aggiunge una Regione che non fornisce i dovuti sostegni per garantire appieno i servizi sui territori. Un'assenza grave, accompagnata da una mancata difesa delle autonomie locali e delle comunità venete dai diktat di Roma. Tutto questo mentre i sindaci, di ogni colore politico, chiedono risposte e risorse certe”.
Per Manildo, la protesta dei sindaci, al di là delle appartenenze politiche, evidenzia la necessità di risposte concrete e risorse certe per gli enti locali, chiamati ogni giorno a garantire servizi essenziali ai cittadini.

