Attualità di Redazione , 13/10/2026 17:57

Nasce il Consiglio Generale dell'Economia, l'assessore Bitonci: "confronto con le imprese"

Massimo Bitonci
Massimo Bitonci

Si è insediato per la prima volta a Palazzo Balbi il Consiglio Generale dell'Economia del Veneto, presieduto dall'assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci. L'organismo nasce come ambito stabile di confronto tra la Regione ed il sistema economico, sindacale e istituzionale, mettendo a disposizione delle politiche regionale una sede di ascolto, analisi e proposta sulle principali questioni che interessano il tessuto produttivo veneto. Hanno preso parte all'insediamento Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Confsal, Confindustria, Confapi, Cna, Cia, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, LegaCooperative, Confprofessioni, Federartigiani Casa, Federclaai, Confimi, Cida, Abi e Unioncamere.

“Il Veneto ha costruito la propria forza sulla capacità delle imprese di innovare, investire, creare lavoro e competere sui mercati internazionali”, ha dichiarato l’assessore Bitonci. “Ma questa capacità non può essere data per scontata: oggi le aziende devono fare i conti con costi energetici elevati, incertezza geopolitica internazionale, difficoltà nel reperire competenze e una concorrenza sempre più forte. La Regione si pone quindi al fianco delle imprese, per ascoltare i problemi reali e trasformare le esigenze che emergono dal sistema produttivo in risposte concrete”.

“Il Consiglio generale dell’Economia”, ha proseguito l’assessore, “vuole perciò essere uno spazio di confronto operativo, non un luogo di sole analisi. Dobbiamo individuare le priorità, mettere a sistema le proposte e lavorare per rimuovere gli ostacoli che frenano gli investimenti e la crescita. La competitività si costruisce intervenendo sui fattori che incidono ogni giorno sulla vita delle imprese: accesso al credito, semplificazione, innovazione, energia e disponibilità di competenze, passaggio generazionale. E’ su questi temi che intendiamo misurare l’efficacia delle politiche regionali”.

Il Veneto si conferma una delle principali economie produttive italiane, con un PIL regionale superiore ai 201 miliardi di euro (dato 2024), circa 415 mila imprese e un export che nel 2025 ha raggiunto gli 80 miliardi di euro. Un sistema caratterizzato da una forte vocazione manifatturiera e da una significativa apertura internazionale, che deve tuttavia affrontare uno scenario economico complesso. Per il 2026 le stime regionali indicano una crescita del PIL dello 0,6%, mentre il costo dell’energia continua a rappresentare un fattore di pressione sulla competitività e sulle decisioni di investimento. Tra le priorità al centro dell’azione regionale figurano il sostegno agli investimenti, l’accesso al credito, la ricerca e l’innovazione, la transizione digitale ed energetica, l’internazionalizzazione e la semplificazione amministrativa. Attraverso il FESR 2021-2027, la Regione dispone di una programmazione superiore al miliardo di euro, che ha già consentito di sostenere quasi 1.000 progetti e circa 10.000 imprese, generando oltre 520 milioni di euro di investimenti.

Particolare attenzione è riservata anche agli strumenti finanziari innovativi, tra cui l’iniziativa dei Basket Bond, sviluppata in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, con l’obiettivo di mobilitare 50 milioni di euro e offrire alle PMI venete nuove opportunità di accesso al mercato dei capitali. Sul fronte della semplificazione, il lavoro del Consiglio Generale dell’Economia si inserisce nel percorso già avviato dalla Regione con il Tavolo regionale per la Sburocratizzazione. Dopo il coinvolgimento di 80 enti e organizzazioni e la presentazione di 251 proposte operative, la Giunta ha individuato un primo insieme di interventi prioritari, che riguardano lo Sportello unico per le attività produttive, l’accesso agli incentivi, l’urbanistica, la digitalizzazione dei procedimenti e la riduzione dei tempi e dei costi amministrativi.

“Vogliamo una Regione che non si limiti a erogare contributi, ma che aiuti le imprese a innovare e a creare occupazione. Per farlo servono strumenti adeguati, regole più semplici e un dialogo continuo con chi produce ricchezza e lavoro. Il Consiglio Generale dell’Economia deve contribuire proprio a questo: costruire un’agenda condivisa delle priorità e dare continuità al confronto tra istituzioni e sistema produttivo. Perché la forza economica del Veneto si difende sostenendo chi investe, chi rischia e chi ogni giorno tiene aperte le proprie aziende”, conclude Bitonci.