Riforma dell'artigianato, assoluto no da parte di Confindustria Veneto Est

"Mi chiedo se l'impatto che avrebbe una simile riforma, anche in Veneto - dove le imprese manifatturiere potenzialmente interessate (10-49 addetti) sono circa 12.000, oltre quattro su dieci - sia chiaro a tutti e, soprattutto, a chi gioverebbe". È l'interrogativo che si pone Luca Fiorini, presidente del Comitato Piccola e media industria di Confindustria Veneto Est, intervenendo oggi sul tema della legge di riforma dell'Artigianato in sede di discussione in parlamento, sottolineando l' "assoluta contrarietà" verso il provvedimento.
"Lo Stato - aggiunge - deve accompagnare tutte le imprese, industriali e artigiane, verso maggiori dimensione, patrimonializzazione e produttività, non creare incentivi a restare artificialmente dentro un regime più favorevole". La legge delega di riforma, al contrario, prosegue l'esponente confindustriale, "per come è congegnata, rischia di spalancare invece le porte a una palese e inaccettabile distorsione della concorrenza, estendendo fino ad aziende con 40 o 49 dipendenti, a parità di dimensione e di mercati, vantaggi competitivi come retribuzioni contrattuali e oneri contributivi quindi costo del lavoro, e accesso alle gare significativamente più favorevoli.
Per questo - conclude Fiorini - "chiediamo di sospendere l'iter del decreto legislativo, avviando, prima di adottare qualsiasi provvedimento, un confronto aperto su questa riforma con il coinvolgimento di tutte le parti sociali".

