Attualità di Redazione , 09/10/2026 14:52

Crisi abitativa e sicurezza nei cantieri, Cgil chiede lo sblocco di 1500 alloggi Erp

Alloggi Erp
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Il sindacato padovano Fillea Cgil dei lavoratori edili chiede lo sblocco di 1.500 alloggi ERP e maggiori tutele per i lavoratori del settore: “Senza rigenerazione sociale non c’è rigenerazione urbana”. Secondo il sindacato emergenza abitativa e sicurezza nei cantieri sono collegate. 

“La crisi abitativa e la difficoltà di accedere a un’abitazione dignitosa sono ormai diventate una vera e propria emergenza globale, trasformandosi in una questione centrale non solo a livello nazionale, ma sull’intero scenario europeo, con città costrette ad affrontare pressioni sempre più forti dovute all’aumento dei costi immobiliari, alla diffusione della precarietà abitativa e alla scarsità di alloggi pubblici, dinamiche che finiscono per penalizzare fortemente i lavoratori e le fasce sociali più esposte. E qui da noi, a Padova, le cose non vanno tanto diversamente”, scrive il sindacato in una nota.

Nel territorio padovano, infatti, la situazione riflette drammaticamente queste criticità strutturali - sostiene Fillea. “La verità — attacca Benedetto Truppa, Segretario Generale della Fillea Cgil Padova — è che nella nostra provincia la crisi abitativa e l’emergenza sicurezza nel settore delle costruzioni sono due facce della stessa medaglia. Tra un mercato immobiliare inaccessibile con oltre 3.000 famiglie in graduatoria ERP, l’esplosione degli affitti brevi e più di 16.000 appartamenti privati lasciati vuoti, il diritto alla casa a Padova è diventato un miraggio. Si tratta di una condizione che colpisce con violenza devastante le fasce più deboli e, in primo luogo, le centinaia di lavoratori dell’edilizia, in gran parte immigrati, che contribuiscono a costruire la città senza poter accedere a un’abitazione dignitosa. In una provincia dove si contano circa 1.500 alloggi popolari sfitti e inagibili tra ATER e Comune per mancanza di manutenzioni, assistiamo quotidianamente al paradosso di chi lavora nei nostri cantieri e viene poi ricacciato nella precarietà abitativa o nell'emarginazione”.

“A questo — aggiunge Truppa — si affianca la piaga del lavoro nero e grigio, che alimenta un inaccettabile ricatto occupazionale e toglie ai lavoratori le garanzie economiche necessarie per accedere a un affitto regolare. Si aggiunge inoltre una scia drammatica di infortuni e morti sul lavoro che colpisce in misura sproporzionata i lavoratori immigrati, i quali rappresentano oltre il 50% degli occupati nel settore e sono spesso impiegati nelle mansioni più a rischio con le tutele più basse. Per questo chiediamo uno sblocco immediato delle risorse destinate alla riqualificazione dei 1.500 alloggi sfitti per assegnarli alle famiglie in attesa, controlli capillari dell'Ispettorato del Lavoro, la tracciabilità delle filiere di subappalto, l’introduzione del badge di cantiere, l’applicazione rigorosa del CCNL Edilizia e la formazione obbligatoria sulla sicurezza nella lingua d'origine. Allo stesso tempo, occorre porre un freno alla proliferazione incontrollata degli affitti brevi ad uso turistico e degli studentati privati, ponendo vincoli stringenti a favore dell'edilizia sociale: la politica dell’abitare non può essere lasciata in mano alla speculazione dei fondi privati”.

“La Fillea Cgil Padova — conclude il Segretario Generale — intensificherà nei prossimi giorni le assemblee nei cantieri e nei quartieri a più alta densità abitativa, portando con determinazione queste istanze ai tavoli con il Comune, la Prefettura e la Regione Veneto. Non ci sarà alcuna tregua finché il diritto alla casa, la legalità del lavoro e la sicurezza della vita umana nei cantieri non torneranno al centro dell'agenda politica del territorio. La casa è un diritto e la sicurezza sul lavoro è un dovere non negoziabile”.