Attualità di Redazione , 08/10/2026 16:51

Padova Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028, una delegazione al Ministero

Delegazione padovana al Ministero
Delegazione padovana al Ministero

Oggi pomeriggio nella sede del Ministero della Cultura, al Collegio Romano, si è tenuta l’audizione delle 4 città finaliste per il riconoscimento di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028.

Oltre a Padova, erano presenti le delegazioni di Capri, Bagnoregio in aggregazione con Bolsena con e Pozzuoli. 
Concluse le audizioni la Commissione si prenderà un periodo ti tempo per  scegliere la città da nominare  Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028,  città che sarà quindi svelata tra breve tempo.

La delegazione della città di Padova era formata dall’Assessore alla Cultura e al Turismo Andrea Colasio, dalla Prorettrice con delega al Patrimonio artistico, storico e culturale Monica Salvadori per l’Università, da Mauro Calore Rettore dell’Orto Botanico, e dal professor Guido Bartorelli che collaborerà al Progetto. La direzione artistica del progetto padovano, composta anche da Maurizio Cattelan e Miryam Ben Salah, era rappresentata da Marta Papini. Mauro Baronchelli, autorevole critico d’Arte Ha rappresentato sia la Fondazione Chiara e Francesca Carraro di cui è Direttore, sia le altre due Fondazioni impegnate nel percorso progettuale, la  Fondazione Bano e la Fondazione Alberto Peruzzo.

L’assessore Andrea Colasio ha illustrato il processo di trasformazione della città che negli ultimi anni, dopo il conseguimento del riconoscimento Unesco per il Ciclo degli Affreschi del XIV secolo ha deciso di investire strategicamente sul contemporaneo.  la Prorettrice Monica Salvadori ha tratteggiato il ruolo dell’Università, mentre Marta Papini si è soffermata sul senso del progetto significativamente intitolato “Ancora imparo: esercizi di dissenso” che non si esaurirà nell’anno 2028 ma avrà una sua continuità nel tempo.

L’obiettivo è stato rappresentare con efficacia  il coinvolgimento diretto di tutta la città in questo percorso innovativo che verrà a valorizzare una strategia che questa Amministrazione persegue da anni.  Tra i membri della anche la caposettore cultura Lucia Lion, da Antonio Piccolo, in rappresentanza di Ascom e Presidente del Consorzio di Promozione turistica, e il direttore del Museo Diocesano Andrea Nante, direttore del Museo Diocesano.

La presentazione del progetto è stata supportata dalla proiezione di un video di 5 minuti realizzato dal Comune in collaborazione con Aps che ha dato voce ad alcuni protagonisti della vita cittadina, veri e propri testimonial di Padova. Da Rossano Galtarossa, che entra con i suoi remi in Palazzo della Ragioni, dove dialoga con la nave rovesciata, il tetto del Salone, a voler significare che a Padova si cambia sì il punto di vista, ma si ha una rotta precisa a Leonora Armellini, che suona il piano al centro dell’Orto Botanico, e poi ancora Matteo Strukul, che parla di Giotto all’interno della Cappella degli Scrovegni, a Patrizio Bertin, che tra le bancarelle delle Piazze e le botteghe Sotto il Salone incrocia il “Pojana” Andrea Pennacchi. E poi Daniela Lucangeli, che dal DU 30, parla dell’importanza della rigenerazione urbana e dei processi cognitivi legati al bello. Il Rettore del “Santo”, padre Antonio Ramina racconta della capacità inclusiva della Basilica e di Padova. Infine la Rettrice Daniela Mapelli dalla Scale del Sapere entra nel merito del significato del titolo del progetto, “Ancora imparo: esercizi di dissenso”: l’ancora imparo, sta infatti a significare che la città non coltiva verità assolute, dogmatiche, ma coltiva il dubbio, insito nel metodo scientifico e non ha paura delle voci fuori dal coro.