Ospedale Schiavonia: svolto con successo il primo prelievo di organo da "donatore a cuore fermo"

Una straordinaria sinergia tra generosità umana, alta professionalità e avanguardia tecnica ha permesso di scrivere una pagina importante per la sanità del nostro territorio: agli Ospedali Riuniti Padova Sud si è svolto con successo il primo prelievo di organo da "donatore a cuore fermo controllato" (DCD - Donation after Circulatory Death).
Si è trattato del primo prelievo di questo tipo in un ospedale "spoke" del Veneto da quando è stato definito il protocollo regionale: un traguardo di altissimo rilievo poiché l'intervento è stato interamente gestito all'interno di un presidio sanitario "spoke" (periferico), inserito in una rete medica organizzata, dimostrando l'eccellenza e la maturità raggiunte dall'Azienda Ulss 6 Euganea. Generalmente queste procedure vengono infatti svolte esclusivamente nei centri "hub".
L'intero iter donativo ha preso il via questa mattina all'interno di un percorso clinico caratterizzato da una prognosi infausta per un paziente di 87 anni. Di fronte all'irreversibilità delle sue condizioni, in pieno accordo con i familiari e nel rispetto assoluto della dignità della persona, si è proceduto alla donazione. In un momento di grande dolore, la generosità dei parenti ha permesso di accogliere e garantire la volontà donativa, trasformando una sofferenza privata in un eccezionale atto d'amore e speranza per chi è in attesa di trapianto.
La donazione con DCD controllata è una delle procedure più complesse della medicina moderna. Per preservare la funzione degli organi addominali a cuore fermo è intervenuto a Schiavonia un team plurispecialistico regionale. Grazie all'utilizzo della macchina ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana), è stata avviata la perfusione regionale normotermica: una tecnica avanzatissima che ha consentito di effettuare il prelievo degli organi addominali in condizioni di massima sicurezza e qualità, offrendo così le migliori garanzie di successo per il conseguente trapianto.
Il successo di questa complessa operazione è il frutto di una perfetta sinergia multidisciplinare. Il Coordinamento Trapianti Aziendale, diretto dalla dott.ssa Gemma Armellini, ha orchestrato ogni fase del delicato processo. Fondamentale è stata la collaborazione con il Coordinamento Regionale Trapianti del Veneto, diretto dal dott. Demetrio Pittarello, con lo staff di cardiochirurghi e perfusionisti del Coordinamento Trapianti dell'Azienda Ospedaliera di Padova, sempre in capo al dott. Pittarello, e con l'équipe di chirurghi del Centro trapianti ricevente, che hanno materialmente effettuato il prelievo del fegato. L'operazione ha visto la collaborazione coordinata, efficiente e armoniosa di numerosi servizi degli Ospedali Riuniti Padova Sud, che hanno lavorato instancabilmente fianco a fianco: la Terapia Intensiva, il Gruppo Operatorio, il Laboratorio Analisi, infermieri e tecnici.
“Un successo che dimostra come, grazie a una importante rete organizzativa e a professionisti di eccellente livello, la sanità di prossimità (“spoke”) può esprimere standard clinici e assistenziali di prim'ordine, coniugando il rigore della scienza medica con i più alti valori etici della cura e del dono” riferisce in una nota l'Ulss 6 Euganea.

