Formazione come antidoto alla violenza di genere: via ai percorsi di formazione nelle imprese

Costruire una nuova cultura per la prevenzione della violenza di genere partendo dai luoghi di lavoro, facendo delle imprese del territorio presidi di consapevolezza e prevenzione. Questa la sfida al centro del progetto di Respect@Work, promosso dalla Camera di Commercio di Padova in collaborazione con Centro Veneto Progetti Donna ODV e Fondazione Giulia Cecchettin ETS.
Un’alleanza fra ente camerale e due realtà del Terzo settore che operano specificamente su questi temi e che ha dato vita a un'esperienza pionieristica a livello nazionale. Il progetto si inserisce in un percorso partito già nel 2022 con un primo progetto formativo promosso dalla Camera di Commercio che ha coinvolto in totale più di trenta imprese e circa una cinquantina di incontri nel territorio padovano.
“Confido - spiega Antonio Santocono, presidente della Camera di Commercio di Padova - che le imprese del territorio possano cogliere questa opportunità. La formazione su questi temi può contribuire a costruire ambienti di lavoro più inclusivi e collaborativi, con un beneficio non solo per il clima aziendale, ma anche per la produttività: numerose ricerche hanno evidenziato anche come le imprese inclusive registrano mediamente performance di bilancio migliori e una maggiore propensione all’innovazione. Come Camera di Commercio abbiamo intrapreso un percorso in questa direzione anche al nostro interno e nel dicembre 2025 abbiamo ottenuto, fra i primi enti camerali in Italia, la Certificazione parità di genere: un risultato che non ha rappresentato un approdo, ma un punto di ripartenza per un percorso in continua evoluzione”.
“La violenza contro le donne riguarda anche il modo in cui, fin da piccoli, impariamo cosa significa essere uomini. Se la maschilità viene associata al controllo, alla forza e alla difficoltà di mostrare le proprie emozioni, diventa più difficile costruire relazioni fondate sul rispetto. Con questo percorso vogliamo aprire uno spazio di confronto anche nei luoghi di lavoro: un’occasione per gli uomini di riconoscere gli stereotipi che li condizionano e scegliere modi diversi di stare in relazione, basati sull’ascolto, sulla responsabilità e sulla collaborazione”, aggiunge Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin.
“Conoscere e riconoscere la complessità del fenomeno della violenza sulle donne è un primo passo per creare comunità accoglienti in cui le donne che si trovano in situazioni di violenza possono trovare la spinta per parlare del proprio vissuto e chiedere supporto. Il luogo di lavoro può essere un luogo di supporto e protezione per le donne quando si creano spazi e si costruiscono relazioni sane tra lavoratori e lavoratrici che sappiano usare le giuste parole e gli strumenti adeguati. La formazione mira proprio a questo, a far sentire le donne in situazioni di violenza meno sole e a costruire comunità accoglienti e imprese responsabili”, spiega Mariangela Zanni, Presidente Centro Veneto Progetti Donna.
La partecipazione al percorso formativo si può rivelare utile sia per prevenire o intercettare i segnali di discriminazione più evidenti sia per riflettere, anche a partire da casi concreti e dalla propria esperienza diretta, su forme di discriminazione a volte inconsapevoli e più sottotraccia, come ad esempio l’uso di un linguaggio che riflette stereotipi culturali e che frena la piena parità.
Il primo modulo, “La violenza contro le donne nei luoghi di lavoro”, è curato dal Centro Veneto Progetti Donna ODV e affronta il tema del riconoscimento e della gestione delle situazioni di criticità, fornendo strumenti per comprendere il fenomeno e rafforzare la capacità di prevenzione nei contesti professionali. Un percorso per approfondire le radici culturali e sociali della violenza di genere e comprenderne l’impatto sul benessere e sulla sicurezza nei contesti lavorativi. Fornisce strumenti concreti per riconoscere possibili segnali di violenza, accogliere una richiesta di aiuto e orientare correttamente la persona ai servizi competenti. Particolare attenzione è dedicata all’ascolto attivo e non giudicante e al ruolo dell’organizzazione nella prevenzione e nel contrasto della violenza.
Il secondo modulo, “Nuovi modelli di maschilità”, è curato dalla Fondazione Giulia Cecchettin ETS e affronta il tema della costruzione di una maschilità consapevole, empatica e collaborativa, come elemento di riflessione e cambiamento culturale nei luoghi di lavoro e nella società. Un percorso per comprendere come stereotipi, modelli di virilità e dinamiche di potere influenzano relazioni, linguaggi e comportamenti nei luoghi di lavoro. Attraverso attività esperienziali e momenti di confronto, si esplorano modelli di maschilità più consapevoli, empatici e collaborativi. L’obiettivo è promuovere benessere, rispetto, inclusione e relazioni professionali più equilibrate.
Anche l’attività di analisi dell’Ufficio studi della Camera di Commercio di Padova ha contribuito a mettere in luce quanto sia lunga la strada ancora da percorrere verso la piena parità.
L’aggiornamento del report parità di genere pubblicato lo scorso marzo evidenzia infatti come il gap retributivo sia - secondo gli ultimi dati Inps disponibili, relativi al 2004 di 9400 euro, con una crescita di 100 euro rispetto al 2023 e di circa 300 euro rispetto al 2019. Per quanto riguarda il tessuto delle imprese le quasi 17.300 sedi d’impresa femminili attive nel 2025 sono il 20% del totale, valore in linea con il dato registrato sia nel 2023 che nel 2024.
La partecipazione al progetto è aperta a tutte le imprese padovane di ogni settore e classe dimensionale, ma anche ad associazioni e portatori di interesse collettivo: le realtà selezionate potranno beneficiare di un contributo a copertura del 50% delle spese sostenute per la formazione.
Informazioni e modalità per manifestare l’interesse ad aderire a questo link sul sito della Camera di Commercio di Padova.

