Attualità di Redazione , 01/10/2026 12:55

1 ottobre: Giornata internazionale del caffè. L'Italia è il settimo Paese per consumo

Caffè
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Sono oltre 95 milioni di tazzine di caffè quelle che consumano gli italiani ogni giorno, con una media di circa 1,6 tazzine a persona, mentre nel mondo si arriva complessivamente a circa 3,2 miliardi al giorno. Bastano questi numeri, pubblicati da Geopop, sito di divulgazione scientifica digitale, per giustificare l’esistenza della Giornata internazionale del caffè, istituita nel 2014 dai 77 Stati membri dell’ICO (International Coffee Organization) di cui l’Italia fa parte. 
L'Italia è il settimo paese al mondo per consumo di caffè con più di 7 italiani su 10 che ne bevono ogni giorno almeno uno. 

Questa bevanda che accompagna le giornate della maggioranza degli italiani ha anche una ricaduta importante sul versante ambientale, da quando, in particolare viene proposta attraverso l’utilizzo delle capsule. La Giornata mondiale del caffè rappresenta allora l’occasione per ricordare anche che dalla scorsa estate il nuovo regolamento dell’Unione Europea PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) entrato in vigore il 12 agosto, introduce delle importanti novità che impattano su come fare la raccolta differenziata in cucina. Le capsule monodose in alluminio o plastica sono considerate a tutti gli effetti degli imballaggi. Il regolamento ha riscritto le regole in tutti gli Stati membri ed è diventato uno degli esempi virtuosi dei 27 Paesi dell'Ue che si comportano come un’unica comunità: trattandosi poi di un regolamento e non di una direttiva, si applica subito, senza bisogno di recepimento da parte dei singoli stati.
Bruxelles rende dunque l’indicazione obbligatoria e risolve definitivamente il dubbio che spesso si presentava di fronte alla pattumiera: “Devo separare la polvere di caffè dalla capsula prima di gettarla?”. Ora la risposta è chiara: “Non serve svuotarla”. Le capsule, anche se ancora piene di residui di caffè, vanno avviate direttamente ai circuiti di riciclo dedicati. La normativa riconosce così la complessità del prodotto e fa capire come ogni capsula recuperata rappresenti un piccolo contributo a un modello di gestione più sostenibile, in cui i materiali sono valorizzati anziché diventare rifiuti, con benefici concreti per l'ambiente e per la comunità. 

Le capsule in alluminio o in plastica vanno dunque conferite nella raccolta differenziata dedicata agli Imballaggi in plastica e metalli, mentre le cialde e capsule compostabili, se certificate, vanno gettate direttamente nell’Umido. Questo permette il recupero combinato sia della confezione che del residuo di caffè, trasformandoli in compost di qualità. Nulla cambia per il caffè in polvere o in grani, che va sempre gettato nell’organico.

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