Attualità di Redazione , 21/09/2026 6:35

Dipendenza dal gas e oneri di sistema: l'elettricità italiana una delle più care al mondo

Bollette luce e gas
Bollette luce e gas

I carburanti aumentano. Tanto, però non fa praticamente più notizia. "Buttiamo uno sguardo rassegnato al tabellone del distributore - commenta Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova - tanto sappiamo che è più di ieri e meno di domani".
Però non è nemmeno questo "il peggio più peggio". Infatti, mentre le tensioni geopolitiche internazionali tornano a scuotere i mercati delle materie prime, l'economia italiana si trova a fare i conti con un fattore di vulnerabilità strutturale: il costo dell'energia elettrica. I dati dell'ultima analisi condotta da Confcommercio in collaborazione con il CER delineano un quadro di marcato svantaggio competitivo per il tessuto produttivo nazionale.
"Si dice che sia un abbaglio che l'erba del vicino sia sempre più verde - continua Bertin - ma in questo caso è proprio così".
Vediamo. A settembre 2026, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell'elettricità ha registrato un incremento del 73,3% rispetto ai valori medi del 2025, posizionandosi su livelli superiori del 271,1% rispetto al periodo pre-pandemico. Il confronto con le principali economie dell'Eurozona evidenzia un vero e proprio "spread energetico". L'Italia paga l'energia elettrica 65,3 euro al MWh in più rispetto alla Germania, 67,2 euro in più rispetto alla Spagna e ben 69,4 euro in più rispetto alla Francia.

"Colpa del mix energetico nazionale - analizza i dati confederali il presidente di Confcommercio Padova - che nel 2025 vedeva il 43,7% dell'elettricità italiana generata da impianti a gas, a fronte del 18,2% della Spagna, del 17,6% della Germania e di appena il 3,2% della Francia che, come noto, gioca molto sul nucleare anche con centrali a due passi dal nostro confine".
L'essere dipendenti dal gas espone l'Italia alle impennate del mercato del gas europeo (TTF), che a settembre segna un +161,2% su base annua, parallelamente all'aumento delle quotazioni del greggio (+62,6% rispetto a dodici mesi fa). Tutto questo nonostante la produzione italiana da fonti rinnovabili abbia raggiunto il 50%: una bella quota comunque inferiore ai livelli di Spagna (56,9%) e Germania (56,3%).
E allora se la componente gas è maggioritaria il suo costo si trasferisce giocoforza sull'energia elettrica.
"Non solo il prezzo del gas - avvisa Bertin - perchè in verità non ci facciamo mancare nulla: da noi il peso delle componenti fiscali e degli oneri di sistema è aumentato del 33,9% in Italia tra il 2021 e il 2025, mentre nello stesso arco temporale si registravano contrazioni dell'11,7% in Spagna e del 22,6% in Germania".
Prospettive? Fosche. Le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio indicano un'inflazione al 3,7% per il 2027 se il prezzo del petrolio dovesse mantenersi sui 140 dollari al barile. "Quel che è peggio - teme il presidente - è che il Pil si ridurrebbe allo 0,6% ma soprattutto che i consumi delle famiglie italiane subirebbero una contrazione di circa 6,5 miliardi di euro complessivi (pari a 250 euro reali per nucleo familiare) che per Padova, dove le famiglie sono circa 410mila, può essere valutato nell'ordine di 120/140 milioni di euro".

Ma se le famiglie piangono, a cascata non ridono nemmeno le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione, che durante l’estate hanno dovuto aumentare i consumi elettrici anche per il maggiore utilizzo della climatizzazione. "I dati nazionali di cui disponiamo - continua Bertin - dicono che nel terzo trimestre di quest’anno i consumi sono stimati in crescita del 15% rispetto al trimestre primaverile e, per effetto combinato di maggiori consumi e prezzi più elevati, nel secondo semestre 2026, per queste imprese si stima un aggravio complessivo di costo per le bollette elettriche superiore a un miliardo di euro: 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la GDO. La spesa energetica complessiva delle imprese del comparto potrebbe così arrivare fino a 2,9 miliardi di euro su base trimestrale, tornando sui livelli raggiunti solo con la crisi energetica del 2022 causata dallo scoppio del conflitto russo-ucraino".

“Non vi è dubbio - conclude il presidente di Confcommercio Padova - che il peggioramento della situazione internazionale e il continuo incremento dei costi dell’energia mettano in difficoltà le imprese e riducano la fiducia delle famiglie. Quel che per noi è pacifico è che i costi non possono scaricarsi interamente sulle bollette, per cui servono misure immediate e interventi strutturali, a partire da incentivi fiscali per l’efficienza energetica e da un ulteriore intervento sugli oneri di sistema. Acceleriamo pure sulle rinnovabili (per il Paese del sole il confronto con la Germania è a dir poco raggelante) ma affrontiamo con pragmatismo anche la questione dello sviluppo del nucleare sostenibile. Dobbiamo ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e sistemi di accumulo e riformare il meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità. Ognuno poi deve fare la sua parte. Noi stiamo avviando l'esperienza della Cer, la Comunità di Energia Rinnovabile tesa a favorire l'osmosi tra produttori e consumatori di energia in modo da garantire prezzi vantaggiosi e stabili nel lungo termine. Certo, una goccia nel mare, ma sicuramente uno stimolo verso chi ha il potere di decidere”.