Attualità di Redazione , 18/09/2026 7:51

Azienda Ospedaliera: 530mila euro per la Nefrologia da 54 posti, tra le più grandi d'Italia

Azienda Ospedaliera Padova
Azienda Ospedaliera Padova

Quaranta posti per la dialisi cronica all’Ospedale Sant’Antonio (OSA), otto dedicati ai pazienti acuti in via Giustiniani e sei posti al CAL nel Presidio ai Colli. La UOC Nefrologia dell’Azienda Ospedaliera, diretta dal prof. Federico Nalesso, ha ridisegnato l’assistenza dialitica secondo un modello fondato su personalizzazione delle cure, continuità assistenziale e integrazione con il territorio

La rinnovata organizzazione dell’attività dialitica si articola su 54 letti tecnici di trattamento ed è costruita attorno ai differenti bisogni clinici e assistenziali delle persone. Il nuovo assetto prevede 40 posti per la dialisi cronica nell’OSA, 8 posti dedicati prevalentemente ai pazienti acuti nella sede di via Giustiniani, 6 posti nel Centro ad Assistenza Limitata ai Colli rivolti ai pazienti più autonomi e clinicamente più stabili. L’obiettivo è superare progressivamente il concetto della dialisi come trattamento standardizzato e sviluppare una medicina sempre più su misura nella quale metodica, intensità, durata e frequenza del trattamento vengano adattate alle caratteristiche cliniche, cardiovascolari e funzionali del singolo paziente. L’investimento per la riorganizzazione degli spazi è stato di 530 mila euro.

“Non esiste un unico paziente e, quindi, non può esistere un’unica dialisi - spiega il Prof. Federico Nalesso, direttore UOC Nefrologia -. Con questa riorganizzazione vogliamo superare un modello uniforme e costruire percorsi realmente personalizzati sul singolo. Il paziente cronico complesso, la persona con insufficienza renale acuta e chi è clinicamente stabile ed autonomo hanno sicuramente bisogni diversi: per ciascuno scegliamo la sede, l’intensità assistenziale e la metodica depurativa più appropriate, all’interno di un sistema unitario ed integrato. Un’attenzione specifica è riservata anche al percorso successivo all’insufficienza renale acuta, per favorire il recupero della funzione renale e ridurre il rischio di progressione verso la malattia renale cronica. Per le persone più autonome, invece, l’obiettivo è integrare la dialisi nella vita quotidiana, evitando che siano costrette ad organizzare tutta la propria esistenza attorno al trattamento dialitico. Questo - conclude - è il significato di una nefrologia moderna e tecnologicamente avanzata: cure personalizzate e un impiego appropriato ed efficiente di strutture, tecnologie e competenze multidisciplinari. All’Ospedale Sant’Antonio potremo assistere fino a 80 pazienti cronici al giorno, con una capacità complessiva di 160 pazienti distribuiti su quattro turni dialitici. A questi si aggiungono i 24 pazienti attualmente seguiti al CAL ai Colli e i pazienti acuti trattati nella sede di via Giustiniani. La rete erogherà oltre 30.000 sedute di dialisi cronica all’anno, oltre ai trattamenti destinati ai pazienti con insufficienza renale acuta”.