Attualità di Redazione , 03/09/2026 11:43

VIDEO | Il Veneto e la sua legge orientata dal favor vitae

Dopo due giorni di discussione, 45 emendamenti presentati, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, il progetto di legge d’iniziativa popolare sulle procedure di assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. La legge, non passata nella scorsa legislatura, è stata ripresentata in quella attuale superando, con importanti modifiche, il nuovo esame del Consiglio veneto. Gli emendamenti hanno tenuto conto dei rilievi della Corte costituzionale e “della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari” e del “favor vitae” ha ribadito il presidente Stefani.

In particolare gli emendamenti prevedono l'introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito, l'istituzione di un Comitato bioetico regionale nominato dalla Giunta, e la priorità alle cure palliative e obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse, nel momento della richiesta di suicidio medicalmente assistito.

Così è passata la legge regionale con un sì bipartisan, ma con il centrodestra che non ha avuto una linea comune sul testo. Mentre Lega e Fi hanno lasciato libertà di coscienza, Fratelli d'Italia ha espresso un "no" compatto.

I 32 sì sono arrivati dagli 11 voti della Lega - compresi Luca Zaia e Alberto Stefani - i 4 della lista Stefani presidente, più uno da Forza Italia, a cui si aggiungono dall'opposizione i 10 del Pd, 2 da Avs e poi M5S, civiche, riformisti, Liga veneta Repubblica e Misto.

“Dal Veneto una legge di civiltà. Una risposta ai pazienti, alle famiglie e ai medici” ha ribadito il presidente del consiglio Luca Zaia

“Un vero e proprio salto di civiltà per il Veneto” ha detto Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e presidente dell'Intergruppo dell'opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale.

“Decisivo l’incontro che abbiamo facilitato tra Stefani e Cristina, sorella di Stefano Gheller, simbolo di questa battaglia, a cui avevo promesso che avrei riportato la legge in Aula, e che oggi di sicuro ci sta guardando con orgoglio” ha dichiarato Elena Ostanel, Consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra – Reti Civiche.

“Consumato in Veneto un attacco alla vita e un vile tradimento dei cittadini da parte di alcuni consiglieri di centrodestra, i cui elettori oggi hanno scoperto di aver votato una maggioranza progressista e radicale” ha attaccato il movimento Pro Vita & Famiglia, presente anche fuori dall’aula a far sentire la propria voce.

“Testo stravolto dagli emendamenti. La destra ha messo nel sacco la sinistra”: Così i consiglieri di Resistere Veneto.