VIDEO | Qualche goccia di pioggia non ha spento la magia del Redentore
Da una delle epidemie più devastanti della storia di Venezia è nata una delle sue feste più amate, quella del Redentore.
Nel 1576 la peste provocò migliaia di morti in tempi in cui non esisteva alcuna cura.
Il governo della Serenissima fece allora un voto: se la città si fosse salvata, sarebbe sorta una chiesa dedicata al Cristo Redentore.
Così accade, a raccontarlo oggi la Basilica del Palladio alla Giudecca.
Da allora, ogni anno un ponte di barche collega le Zattere all’isola e migliaia di persone lo attraversano, rinnovando una tradizione lunga oltre quattro secoli.
E ancora una volta questo weekend aperto il ponte votivo del Redentore sono scattati tre giorni di religione, tradizione e venezianità.
Il culmine nel cielo del sabato notte sopra la laguna, tintosi di giallo, rosso e oro, i colori della bandiera di San Marco, in omaggio alla storia e all'identità della Serenissima. In un susseguirsi di quadri pirotecnici che hanno trasformato il cielo veneziano in una grande tela luminosa in movimento sopra un bacino affollato di barche e festa.
Lo show pirotecnico, organizzato dal Comune di Venezia ha avvolto il Bacino di San Marco, riflettendosi sull'acqua con le tradizionali "code di cavallo" dorate, trasformatesi poi in cascate bianche sospese nell'aria, fino a spettacolari fiori di fuoco.
Primo Redentore da sindaco per Simone Venturini che ha ringraziato tutti coloro che hanno permesso a 100.000 persone di divertirsi e rinnovare la tradizione in sicurezza e a tutti di vivere la magia di questo nuovo Redentore.

