Attualità di Redazione , 13/06/2026 12:06

VIDEO | Dall'Arcella le campane del transito danno il via alla festa del Santo

I festeggiamenti per Antonio sono partiti come da tradizione il 12 giugno all'Arcella con il concerto di campane avviato dalla chiesa di Sant’Antonino per poi coninvolgere tutte le chiese della città, alle 21,30, ad annunciare la morte del Santo, proprio come accadde la sera del 13 giugno 1231.

Gli ultimi istanti di vita di Antonio, nella rappresentazione del transito, con Antonio morente che raggiunge l’Arcella da Camposampiero, su un carro trainato dai buoi e che si spegne nel borgo alle porte della città, mormorando le parole "Vedo il mio Signore", attorno a quella cella del transito dove c’era un convento e dov’è nato Sant’Antonino, santuario che porta il suo nome. 

E’ quest’evento che da 8 secoli accompagna l’apertura della Festa del Santo. Con la rievocazione storica in serata dalla Chiesa di San Carlo in processione a rievocare quell'ultimo viaggio di frate Antonio, che sentendosi prossimo alla morte chiese di essere portato nell'amato convento padovano di Maria Mater Domini.

Una rievocazione storico-spirituale in costume con 4 soste di 15 minuti ciascuna e la voce narrante la storia di quello che sarebbe diventato uno dei santi più amati e conosciuti al mondo.

Davanti a Sant’Antonino la celebrazione, quest’anno fatta esternamente al santuario dell’Arcella per accogliere la folla di pellegrini e figuranti, ( in costume anche l’assessore Piva) sfociata nel tradizionale concerto delle campane in collaborazione con le parrocchie cittadine e la Diocesi di Padova evocando la leggenda delle campane di Lisbona, la città natale del Santo, che avrebbero suonato spontaneamente proprio nel momento in cui Antonio spirava a Padova.