UNIPD | Il tasso di occupazione post laurea è dell'84,2%, sopra la media nazionale

I laureati di secondo livello dell’Università di Padova trovano lavoro prima della media degli altri atenei italiani: a un anno dalla laurea infatti il tasso di occupazione dei laureati è dell’84,2%, rispetto all’80,2% della media nazionale, confermando il primato a cinque anni dalla laurea, con un tasso di occupazione che si attesta sul 94,9% rispetto al 94,4% del dato nazionale.
I laureati di primo livello che non si sono iscritti a un successivo corso di laurea hanno un tasso di occupazione (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) dell’87,4%.
“I dati del Rapporto AlmaLaurea confermano la capacità dell’Università di Padova di offrire una formazione di elevata qualità, in grado di tradursi in concrete opportunità professionali – dice il prof. Massimiliano Zattin, prorettore per il dottorato e il post lauream -. I nostri laureati conseguono risultati occupazionali superiori alla media nazionale già a un anno dal titolo e consolidano questo vantaggio nel medio periodo, a testimonianza della solidità delle competenze acquisite. Particolarmente significativo è anche il dato relativo alle esperienze internazionali, che coinvolgono una quota crescente di studenti e studentesse e rappresentano un elemento distintivo del nostro progetto formativo. In un contesto globale in continua evoluzione, la combinazione tra eccellenza accademica, apertura internazionale e attenzione all’innovazione costituisce uno dei principali fattori di successo dei percorsi di studio dell’Ateneo e dei suoi laureati”.
“I dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 confermano la capacità dell’Università di Padova di accompagnare studentesse e studenti lungo tutto il percorso formativo, fino all’ingresso nel mondo del lavoro – dice Giuseppe Radaelli, delegato per Orientamento, Tutorato e Placement e membro del Comitato Scientifico Strategico di AlmaLaurea -. In un contesto regionale già particolarmente competitivo, il nostro Ateneo si distingue per la regolarità degli studi, con una quota di laureati in corso superiore sia alla media veneta sia a quella nazionale, e per la sua forte attrattività internazionale, testimoniata dall’elevata presenza di studenti stranieri nei corsi magistrali. Anche sul fronte occupazionale emergono risultati molto positivi: i laureati triennali che scelgono di entrare subito nel mercato del lavoro registrano livelli di occupazione superiori alle medie di riferimento, mentre a cinque anni dalla laurea quasi il 95% dei laureati magistrali risulta occupato. Sono dati che confermano la qualità della formazione offerta e il forte legame tra Università di Padova e sistema economico e sociale. Particolarmente rilevanti sono inoltre le esperienze che arricchiscono il percorso universitario: oltre il 72% dei laureati ha svolto attività lavorative durante gli studi e più del 13% ha partecipato a programmi di mobilità internazionale. considero questi risultati una conferma dell’efficacia delle politiche di accompagnamento agli studi e dell’impegno dell’Ateneo nel favorire il successo formativo e professionale delle proprie studentesse e dei propri studenti”.
I DATI Il Rapporto di AlmaLaurea sugli Esiti occupazionali della laurea ha analizzato circa 700 mila laureati, di 81 università, di primo e secondo livello del 2024.
I laureati nel 2025 dell'Università di Padova coinvolti nel Rapporto sui Percorsi di laurea sono 16.947. Si tratta di 9.075 di primo livello, 6.644 magistrali biennali e 1.228 a ciclo unico.
L’età media alla laurea a Padova è 25,4 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 24,2 anni per i laureati di primo livello e di 26,9 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.
Il 66,4% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 67,5% tra i triennali e il 65,0% tra i magistrali biennali, mentre il voto medio di laurea è 102,5 su 110: 99,6 per i laureati di primo livello e 105,6 per i magistrali biennali.
Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 13,3% dei laureati: l’8,1% per i triennali e il 19,0% per i magistrali biennali (quota, quest’ultima, che sale al 25,4% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel precedente triennio).
Per quanto riguarda il rapporto con il corpo docente l’85,2% dei laureati si ritiene soddisfatto, e l’82,9% dei laureati si dichiara complessivamente soddisfatto delle attività didattiche svolte. Più in generale, l’87,1% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.
E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università di Padova? Il 67,5% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 13,9% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.
Tra i laureati di secondo livello del 2024 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’84,2% (83,4% tra i magistrali biennali e 88,1% tra i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 7,9% (8,9% tra i magistrali biennali e 2,5% tra i magistrali a ciclo unico).
Il 27,8% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 24,5% su un contratto alle dipendenze a tempo determinato. Il 7,7% svolge un’attività in proprio (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Tra i magistrali biennali tali percentuali sono, rispettivamente, pari a 29,8%, 25,0% e 6,0%; tra i magistrali a ciclo unico sono pari a 17,2%, 21,9% e 16,4%.
Il lavoro part-time coinvolge complessivamente il 14,5% degli occupati (15,0% tra i magistrali biennali e 12,2% tra i magistrali a ciclo unico): il 6,1% lavora a tempo parziale per scelta, per l’8,4%, invece, si tratta di part-time involontario.
La retribuzione per i laureati di secondo livello a un anno dalla laurea è in media di 1.537 euro mensili netti, superando anche in questo caso la media nazionale che è di 1.495 euro (1.516 euro per i magistrali biennali e 1.648 euro per i magistrali a ciclo unico).
Il 67,3% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (il 62,4% tra i magistrali biennali e il 92,1% tra i magistrali a ciclo unico); inoltre, il 59,5% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi (55,1% tra i magistrali biennali e 81,6% tra i magistrali a ciclo unico).
Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2020, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 94,9% (94,6% per i magistrali biennali e 95,7% per i magistrali a ciclo unico). Il tasso di disoccupazione è pari al 2,3% (2,3% per i magistrali biennali e 2,2% per i magistrali a ciclo unico).
Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 54,2%, mentre gli occupati con un contratto a tempo determinato sono il 10,9%.

