Medici Medicina Generale: “Bene nuova Casa della Comunità a Limena"

“Le Case della Comunità sono una sfida che abbiamo raccolto sapendo quanto possano essere importanti come presidio socio-sanitario sul territorio. Noi medici di medicina generale ci siamo, con responsabilità e disponibilità, nonostante le molte incertezze: entro il 30 giugno, per legge, tutte le strutture devono essere aperte e operative. I tempi però rischiano di non essere rispettati: ora le istituzioni accelerino”.
A dirlo è Andrea Dini, segretario provinciale di Fimmg Padova (Federazione italiana dei medici di medicina generale), in occasione del trasferimento degli ambulatori dei medici della Medicina di Gruppo Integrata all’interno della nuova Casa della Comunità di Limena, dove da oggi sono operativi sette medici di medicina generale. La Casa della Comunità è un modello che integra sotto lo stesso tetto figure professionali diverse: medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali e gli altri servizi distrettuali territoriali.
“Nella strategia complessiva del progetto - spiega Dini - viene individuata una Casa della Comunità ogni 50mila abitanti. L'obiettivo è quello di creare un punto di riferimento territoriale unico e facilmente accessibile per i cittadini, prediligendo un modello di lavoro in team multiprofessionali, in ambienti moderni e tecnologicamente avanzati. Ad oggi sono già più di 20 i medici che hanno trasferito il proprio studio all'interno delle Case della Comunità della provincia. Entro la fine dell'anno a seguire lo stesso percorso saranno quasi altri 40 colleghi”.
Questo, nota la Fimmg, evidenzia tutta la volontà dei professionisti di far parte del nuovo percorso di medicina territoriale. A distanza di un mese dalla scadenza indicata dal Pnrr, tuttavia, si attendono ancora risposte definitive da parte della Regione. “Il trasferimento della nostra medicina di gruppo integrata in questa nuova sede rappresenta un salto di qualità fondamentale per la tutela della salute non solo della comunità di Limena, ma di tutto il territorio circostante. La sfida principale era unire l'innovazione tecnologica e strutturale della Casa di Comunità con il valore insostituibile della medicina di famiglia: quel rapporto di fiducia, vicinanza e continuità che i cittadini ben conoscono. Con i colleghi siamo orgogliosi di partecipare attivamente a questo percorso. Ora, per valorizzare al meglio questa transizione, è fondamentale proseguire in sinergia con le istituzioni e l'Azienda Ulss, consolidando l'organizzazione e le risorse necessarie per esprimere appieno tutte le potenzialità di questo nuovo modello assistenziale”, spiega Pietro Sorbo, medico referente della medicina di gruppo integrata.
La Fimmg esprime tuttavia preoccupazione per la condizione di incertezza che ancora caratterizza l'avvio delle Case della Comunità entro il 30 giugno. "Abbiamo dimostrato di voler partecipare attivamente a questa riorganizzazione, lavorando a stretto contatto con l'Azienda Ulss 6 Euganea, che ringraziamo - aggiunge Dini - ma manca ormai un mese alla scadenza prevista per legge, una risposta concreta da parte della Regione Veneto non è più rinviabile. Per essere pienamente operativa, una Casa della Comunità deve garantire un’assistenza medica aggiuntiva nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20. Ad oggi, tuttavia, non abbiamo ricevuto alcuna proposta concreta riguardo alle modalità di svolgimento di tale attività. I cittadini, prima ancora dei medici, meritano certezze sul futuro della sanità territoriale”.

