VIDEO | Studiare in carcere, prove di libertà. Al via il 21esimo anno accademico al Due Palazzi
Sono 65 gli studenti dell’università di Padova del Due Palazzi, 40 reclusi e 25 in semi libertà. Altri 20 si iscriveranno quest’anno. Sei gli indirizzi di studio, tra questi, da poco, c’è anche Lingue.
Il 15 maggio 2026 inizia il 21esimo anno accademico in carcere: tra tante difficoltà, la laurea è un punto di arrivo, un ponte tra il dentro e il fuori, è sempre una grande festa condivisa. Prima di tutto coi tutor, che sono 29.
Per i “ristretti" un percorso che spesso continua anche dopo la scarcerazione diventando opportunità per capire il passato e ambire per il futuro.
Si emoziona la rettrice dell’ateneo Daniele Mapelli in visita quando alla platea dice: “Siete gli studenti che più mi rendono orgogliosa, il diritto di studio deve essere garantito a tutti”.
L’università in carcere è prima di tutto relazioni, gesti, umanità. Lo studio è una quotidianità diversa, piena. Molti iniziano a studiare tra le sbarre: come B, del Kongo, che in un discorso a braccio tocca le corde anche dei più restii al pensiero di un vero riscatto.
Ci sono 650 detenuti al Due Palazzi. Il polo universitario, con le sue aule, i computer, le lavagne e le pareti colorate, rappresenta un luogo concreto in un limbo.

