Attualità di Redazione , 06/05/2026 7:17

Padova riscopre il suo Lazzaretto: un’esplorazione storica tra memoria, isolamento e identità

Visita al Lazzaretto di Padova
Visita al Lazzaretto di Padova

Esiste un luogo, alle porte della città, che per secoli ha rappresentato il confine più estremo tra comunità e isolamento, tra presenza e oblio. È il Lazzaretto di Padova, spazio sanitario attivo sin dal XVI secolo e oggi tra i siti più significativi e meno conosciuti della storia del territorio. Sabato 9 maggio, dalle 17:00 alle 19:00, si terrà un’esplorazione storica guidata nell’area del Lazzaretto, con ritrovo al capitello di San Rocco, all’angolo tra via Pelosa e via 7 Martiri.

L’iniziativa propone un percorso di approfondimento e restituzione storica che si discosta dalla tradizionale visita guidata: non solo narrazione, ma ricostruzione del significato di un luogo che ha segnato profondamente la gestione delle epidemie e il rapporto tra salute pubblica, controllo sociale e marginalità.
Nel corso dei secoli, il Lazzaretto ha rappresentato uno spazio di separazione fisica e simbolica, dove venivano condotti coloro che dovevano essere allontanati dalla città. Un luogo in cui la malattia ridefiniva i confini dell’appartenenza e della vita collettiva.

Oggi, nonostante la sua rilevanza storica, il sito versa in una condizione di scarsa conoscenza e valorizzazione. L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione e recupero della memoria storica del Lazzaretto, con l’obiettivo di riportare attenzione su un patrimonio materiale e culturale ancora presente ma spesso ignorato.
Il titolo dell’evento, “La verità viene a galla, la storia prende forma”, sintetizza l’intento del progetto: riportare alla luce ciò che è stato rimosso, restituendo al luogo una dimensione di consapevolezza pubblica e identità condivisa.

Il neonato 'Comitato Lazzaretto Padova' ha infatti già inviato un appello pubblico al Ministro Alessandro Giuli per chiedere il riconoscimento del vincolo archeologico e ambientale dell'area di circa 44.000mq.

Paolo Caratossidis che ha studiato a fondo la materia e prodotto un corposo studio poi inviato alle autorità precisa: "Ricordare non è solamente un esercizio di mera testimonianza, ma un vero e proprio diritto/dovere per 'fare pace' con la nostra storia. L'oblio della memoria ci ha fatto perdere il legame non solo con un luogo fisico che merita salvaguardia e tutela archeologica, ma con la dimensione umana che ne è stata protagonista. Questo sito archeologico potrebbe rappresentare un enorme valore per la Città di Padova e diventare a tutti gli effetti un'attrazione anche in chiave turistica ed economica. E, anche i valori immobiliari del quartiere potrebbero beneficiarne."