ADDIO ALEX | Anche il cielo piange Zanardi. Il feretro esce tra ali di folla sotto la pioggia
Sono le 13.18 quando la bara bianca con un cuscino di rose dello stesso colore esce dalla basilica di Santa Giustina, a Padova. Piove: anche il cielo piange Alex Zanardi, morto lo scorso primo maggio, all'età di 59 anni. Il feretro esce accompagnato da un lungo applauso spontaneo: fuori, per l'ultimo saluto, gente comune sotto gli ombrelli e anche tanti personaggi famosi.
Una carezza alla bara, un pensiero, il cuore che batte nel ricordo di un Grande.
IL RICORDO DELL'AMICO ALBERTO TOMBA "Era il minimo esserci oggi". A dirlo, all'uscita dal funerale di Alex Zanardi a Padova, è stato Alberto Tomba. "Lo dovevo fare - ha aggiunto - perché lui veniva a vedermi. Anch'io sono andato, mi ricordo a Montecarlo, prima ancora dell'incidente, poi dopo. E' stato grandioso, una forza, una volontà e ci metteva l'anima, proprio la passione, io non lo avrei mai fatto, e lui ha fatto le Paralimpiadi, ha vinto medaglie, è stato unico, si può dire, non non ci sono parole".
Tomba ha confermato ai cronisti che si è impegnato e si impegnerà per Obiettivo 3, la Onlus di Zanardi. "Adesso - ha annunciato - c'è mamma Anna da stargli vicino. Mi ha invitato a Castelmaggiore, faremo un pranzo insieme, volentieri.
Ieri erano due anni che è morto mio papà: è un abbraccio forte che bisogna dare a tutti i familiari e a quelli che hanno fatto tanto. Alex è stato enorme, ce lo ricorderemo tutti", ha concluso.
OBIETTIVO 3: "SEI STATO ARIA FRESCA CHE TI FA RESPIRARE" "Entrando in questa famiglia abbiamo capito quanto lo sport possa farti riscoprire il valore della vita e di ciò che conta davvero. Sei stato aria fresca, frizzante, quella che ti punge il viso, ma ti riempie i polmoni e ti fa respirare". A dirlo i tre atleti di Obiettivo 3, la Onlus fondata e finanziata da Alex Zanardi per promuovere gli sport paralimpici, al termine del funerale a Padova.
"Hai aperto finestre in vite chiuse, da paure e insicurezze o bloccate dal dolore - hanno aggiunto Flavio Gaudiello, Annalisa Baraldo, Mauro Preziosa -. Tu per certe strade c'eri già passato, eccome se c'eri passato, e potendo cercavi di farci schivare qualche buca. Per noi atleti di Obiettivo 3 sei stato un mentore, un amico, a volte anche un papà, con umiltà, cura e delicatezza ci hai aiutati a riscoprire la nostra forza interiore, dopo un incidente, una malattia, una notizia difficile da accettare - hanno concluso, parlando in chiesa -. Ci hai insegnato a ripartire da quello che era rimasto e a non pensare a quello che avevamo perso".

