Attualità di Redazione , 08/04/2026 14:10

Associazione Coscioni in 100 piazze: “Governo ritiri legge sul fine vita”

Eutanasia

"Lanciamo una mobilitazione per chiedere al governo di ritirare la proposta di legge sul fine vita che tiene paralizzato il Senato dall'inizio di luglio scorso e per rilanciare l'approvazione di buone regole regionali in materia, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha confermato la competenza delle Regioni in materia. Parallelamente chiediamo che sia rispettato il diritto dei cittadini a essere informati sui loro diritti". Lo ha detto Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, introducendo la conferenza stampa di lancio della campagna che si terrà in oltre 100 piazze italiane da nord a sud con tavoli informativi, incontri pubblici, momenti di confronto con i cittadini.

"L'obiettivo - ha aggiunto - non è solo introdurre nuove norme, ma anche garantire il rispetto di quelle già esistenti, che oltre a essere ampiamente disattese, sono perlopiù ignorate dai chi dovrebbero essere i beneficiari".

"Toscana e Sardegna hanno già approvato una legge regionale per ottenere tempi certi e procedure chiare sul suicidio assistito. Mentre in altre quattro regioni, ovvero Calabria, Lazio, Lombardia e Piemonte, tra fine aprile e inizio maggio ripartirà la raccolta firme per depositare le proposte di iniziativa popolare nei consigli regionali". Lo ha dichiarato Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia Legale, nel corso della conferenza stampa di presentazione della mobilitazione per chiedere al governo di ritirare il disegno di legge sulla morte medicalmente assistita.

In particolare, ha aggiunto, "in Piemonte e Lombardia, le proposte erano già state depositate e discusse, ma erano state respinte sulla base di pregiudiziali di costituzionalità, poiché le Regioni si erano dichiarate incompetenti a legiferare in materia. Tuttavia, questa presunta incompetenza alla luce dell'ultima sentenza della Corte Costituzionale, 204/2025, pertanto depositeremo nuovamente le proposte di legge anche lì".

L'iter, ha aggiunto, "è attualmente in discussione in Trentino e Umbria, mentre la proposta è stata solo depositata in Veneto, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Puglia, Molise e Sicilia". In Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Alto Adige e Valle d'Aosta, le proposte sono già state discusse e respinte sulla base della presunta e smentita non competenza delle regioni in materia, e anche qui l'obiettivo e ripresentarle ma i tempi sono più lunghi. "Ci riattiveremo inoltre - ha concluso Mainardi - in Campania e Basilicata", dove erano state presentate proposte ma sono decadute con il rinnovo dei consigli regionali.