VIDEO | Fine vita, Cappato: decidere fuori dalle ideologie
Anche Marco Cappato, con l'associazione Luca Coscioni, sostiene la battaglia del 67enne padovano, che ha fatto ricorso contro il doppio diniego dell’Ulss Euganea ad accedere al suicidio assistito.
“Vorrei morire a casa mia e non essere costretto ad andare in Svizzera per farlo”, la denuncia sui social nelle scorse ore del padovano Roberto Frigo, 67enne con un glioma cerebrale incurabile che al secondo rifiuto al suicidio medicalmente assistito da parte della commissione etica dell’Ulss 6 Euganea ha opposto ricorso, accompagnato da quest’appello. L’appoggio dell’associazione Luca Coscioni e del tesoriere Marco Cappato le cui battaglia per l’eutanasia legale e contro le limitazioni dei diritti sul fine vita hanno contributo ad un cambiamento giurisprudenziale sul tema in Italia.
“Non accettabile l’esilio forzato in Svizzera per evitare questa tortura”, spiega Cappato.
"10 i casi seguiti oggi in Italia, ma sono in realtà migliaia – spiega – i pazienti senza speranze sepolti dalla burocrazia.
Anche in un Veneto che era arrivato vicino ad una sua proposta di legge sul fine vita. Su questi temi – dice Cappato - serve uscire dalla contrapposizione ideologica, decidere fuori dalle ideologie di partito".
Intanto il numero bianco sul fine vita riceve oltre 10 mila telefonate all’anno.

