Valutazione della Qualità della Ricerca: Unipd prima in Italia

L’Università di Padova è prima tra gli atenei statali italiani nella Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020–2024, il sistema nazionale che analizza e confronta i risultati dell’attività scientifica delle università e degli enti di ricerca. Un risultato che conferma la solidità e la qualità della ricerca sviluppata dall’Ateneo patavino, frutto di un lavoro diffuso che coinvolge tutte le aree disciplinari e che si misura non solo nella produzione scientifica, ma anche nella capacità di innovare, collaborare a livello internazionale e generare impatto sulla società.
“Questo risultato descrive prima di tutto il valore di una comunità – commenta la rettrice Daniela Mapelli –. La qualità della ricerca non nasce mai da un singolo risultato, ma da un impegno continuo, condiviso, che coinvolge ricercatrici e ricercatori, docenti, personale tecnico e amministrativo. È il segno di un’università che investe nella conoscenza, che crede nella ricerca come leva per comprendere il presente e costruire il futuro. Essere primi è motivo di soddisfazione, ma soprattutto uno stimolo a continuare su questa strada, rafforzando ancora di più la nostra apertura internazionale e la capacità di dialogare con la società”.
La valutazione, coordinata da ANVUR, ha preso in esame un numero molto ampio di prodotti della ricerca, 199.816 pubblicazioni scientifiche – tra articoli, monografie e contributi in volume – in crescita rispetto alle circa 182mila della precedente tornata, e il lavoro di oltre 75.800 ricercatrici e ricercatori accreditati. Un quadro, per ora limitato ai risultati aggregati a livello di istituzione, che restituisce la dimensione e la competitività del sistema della ricerca in Italia, all’interno del quale Padova si colloca al primo posto tra gli atenei statali.
“Questi primi risultati aggregati dimostrano che a Padova la ricerca di qualità non è concentrata in poche isole di eccellenza, ma è diffusa nella gran parte dei dipartimenti e delle discipline – sottolinea il prorettore alla Ricerca Fabio Zwirner –. Il dato riflette anche il grande lavoro collettivo svolto dall’Ateneo nel processo VQR: governance, dipartimenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo hanno collaborato con attenzione e responsabilità per selezionare e presentare i prodotti di ricerca più rappresentativi, secondo le regole dell’esercizio”.
Il risultato ottenuto dall’Ateneo si inserisce dunque in un contesto nazionale ampio e articolato e rappresenta un riconoscimento significativo della qualità della ricerca prodotta, ma anche della capacità di valorizzarla e metterla in relazione con le sfide contemporanee. Il primato nella qualità della ricerca conferma il posizionamento dell’Università di Padova tra i principali punti di riferimento del sistema universitario italiano, rafforzando il legame tra ricerca, formazione e trasferimento delle conoscenze.
Gli indicatori qualitativi, quelli cioè indipendenti dalle dimensioni delle istituzioni, sono cinque: R1 e R2 riguardano rispettivamente i prodotti della ricerca di tutto il personale e del personale neoassunto/promosso nel periodo in esame; R3 e R4 riguardano rispettivamente il Dottorato e le attività di valorizzazione delle conoscenze, la cosiddetta Terza Missione, nel quale l’università di Padova ha ottenuto un ottimo risultato; R5 misura la capacità di attrarre fondi nei progetti competitivi internazionali. Nel quadro della VQR 2020-2024, l’Università di Padova ha ottenuto risultati di eccellenza in tutti gli indicatori, con valori sistematicamente superiori alla media nazionale e una posizione di vertice nell’indicatore che combina R1 e R2 e misura la qualità complessiva di tutte le pubblicazioni scientifiche presentate dagli Atenei.
Oltre a fornire una fotografia della qualità della ricerca nazionale, i risultati della VQR vengono utilizzati dal MUR per ripartire la quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) che finanzia annualmente il funzionamento e le attività istituzionali delle università.

