L'Ulss 6 apre al 'Pet Visiting': cane Pimpa entra in ospedale per riabbracciare la padrona

E’ stata una grande emozione per entrambe ritrovare l’unico profumo che conta davvero: quello di casa. Pimpa ha potuto riabbracciare la sua padrona, ricoverata da una decina di giorni all'ospedale “Immacolata Concezione” di Piove di Sacco, in una stanza dedicata all’incontro. Tutto curato nei minimi dettagli: le procedure igienico-sanitarie sono state seguite con estremo rigore, zampe pulite, manto spazzolato, libretto sanitario in regola, protocolli rispettati per garantire che quell’abbraccio potesse avvenire in totale sicurezza. Esperienza di “Pet Visiting” si chiama, e consiste in attività educative e ludico-ricreative a scopo di socializzazione, a differenza della “Pet Therapy” che è un intervento propriamente clinico-terapeutico di supporto.
Il luogo dove è avvenuto l’incontro è una stanza adiacente il cortile, dal quale Pimpa è entrata mentre la sua anziana padrona veniva accompagnata dal reparto di degenza.
Il progetto è finalizzato al miglioramento del benessere emotivo e della qualità della vita dei ricoverati, per favorire la socializzazione e la riduzione dello stress mediante visite programmate dei propri animali domestici. “L’iniziativa, regolamentata da apposita procedura, ha rappresentato un importante momento di umanizzazione delle cure, offrendo alla paziente un’occasione di benessere, relazione ed emozione. La presenza del compagno a quattro zampe, accompagnato da operatori qualificati, ha favorito – rileva il Direttore Medico del presidio piovese, dr. Claudio Pilerci - un clima positivo e disteso, contribuendo a migliorare l’esperienza ospedaliera. L’attività si inserisce in un percorso più ampio volto a promuovere interventi innovativi a supporto della persona, affiancando alle cure tradizionali iniziative capaci di valorizzare gli aspetti relazionali ed emotivi. Si ringraziano tutti i professionisti coinvolti per la collaborazione e la disponibilità dimostrata: un piccolo passo verso un ospedale sempre più attento alla persona”.
“Tra un paziente e il suo animale esiste un linguaggio fatto di sguardi e silenzi che nessun medico può codificare. L'animale non vede la malattia, non vede le flebo o la stanchezza sul volto; vede solo il suo umano, sente il suo calore, il suo affetto. Questa esperienza di incontro – sottolinea la dott.ssa Patrizia Benini, Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea - è stata resa possibile da specifiche procedure aziendali e dall’impegno di persone responsabili. Spesso vediamo le procedure di sicurezza (il certificato, la pulizia, il guinzaglio) come un ostacolo. In realtà, dovremmo vederle come il modo in cui proteggiamo questo momento magico. Gestire bene l'igiene e il comportamento non serve a limitare, ma a garantire che queste visite diventino la normalità e non un'eccezione concessa a fatica. È un patto di fiducia tra l'ospedale, il paziente e l'animale. Umanizzare le cure significa anche questo: creare un ambiente dove circola un'energia positiva, dove la vita vera non resta fuori dai cancelli. In fondo, la medicina cura il corpo, ma è la relazione – quella autentica, viscerale, che ci lega anche ai nostri compagni di vita a quattro zampe – che aiuta a guarire lo spirito. Farli incontrare non è un "premio", è parte integrante del percorso di cura, che fa bene al paziente ma altrettanto all’animale”.

