Ville Venete e vino, un sistema da oltre 170 milioni: tradizione, export e turismo

Le Ville Venete si confermano non solo patrimonio storico e culturale, ma anche un vero e proprio motore economico legato al vino. Una filiera che conta più di 1.400 ettari coltivati e genera oltre 170 milioni di euro. Questo è solo un dato di quelli emersi durante la conferenza stampa di presentazione al Vinitaly della Verticale sul Vino che rappresenta un’anticipazione dellaricerca "Ville Venete Re-Birth" condotta dall’Associazione per le Ville Venete APS, sviluppata da Group (The European House – Ambrosetti), e sostenuta dalla Regione Veneto.
IL “GRAND TOUR WINE & DELICACIES” Debutta al Vinitaly anche il “Grand Tour Wine & Delicacies”, la mappa turistica promossa dall’Associazione Ville Venete APS. Uno strumento pensato per accompagnare visitatori e appassionati alla scoperta dell’enogastronomia regionale attraverso le Ville: dal vino all’olio, dal miele al riso, in un percorso che intreccia produzione agricola e patrimonio storico. "Con il ‘Grand Tour Wine & Delicacies’, portiamo al Vinitaly non solo una mappa, ma un vero e proprio manifesto del turismo esperienziale - ha dichiarato Isabella Collalto, Presidente dell’Associazione delle Ville Venete APS. -. Il ‘Grand Tour Wine & Delicacies’ è uno strumento per navigare tra le eccellenze a chilometro zero (dall’Amarone al Prosecco, dal Tai Rosso al Serprino) celebrando quel legame indissolubile tra terra, arte e cultura enogastronomica che solo le Ville Venete possono vantare. Grazie al sostegno della Regione Veneto, presentiamo qui a Verona un’anteprima della ricerca ‘Ville Venete Re-Birth’, sviluppata con la collaborazione di TEHA Group. Si tratta di un focus verticale che analizza per la prima volta l'impatto del binomio 'vino e Ville Venete' sul PIL regionale, offrendo dati concreti sulla forza economica delle nostre Ville Venete”.
I DATI DELLA VERTICALE SUL VINO E LE VILLE VENETE AL VINITALY 2026 La filiera del vino legata alle Ville Venete conta più di 1.400 ettari coltivati e genera oltre 170 milioni di euro. Non solo: si tratta di una tradizione consolidata, con oltre un secolo di attività media, capace di coniugare storia e innovazione. Un sistema che si presenta anche a Vinitaly con un nucleo di eccellenza: tra gli espositori veneti anche Villa Rechsteiner (TV), Villa di Maser (TV) e Castello di Roncade (TV), Ville Rizzardi Giardino di Pojega (VR), Villa Buri Tessari “La Cappuccina” (VR), Villa Emo Capodilista (PD), Villa Sandi (TV), Villa Ornella Molon Traverso (TV), Castello Papadopoli Giol (TV), Dominio di Bagnoli (PD).
“Le Ville Venete - spiega Alessandra Bracchi Consulente di TEHA Group - costituiscono un modello integrato di valorizzazione culturale ed economica, attive nella produzione agricola e agroindustriale, enogastronomia, nell’ospitalità, negli affitti e negli eventi. Per quanto riguarda la produzione vitivinicola, le Ville Venete contribuiscono ad un sistema produttivo strutturato e diffuso rappresentando oltre 170 milioni di Euro di fatturato e con una tradizione storica più che centenaria. Le cantine legate alle Ville Venete mostrano una propensione all’export significativamente superiore alla media nazionale: il 60% della produzione vinicola è destinata alle esportazioni, + 15 p.p. rispetto alla media nazionale. Inoltre, la produzione delle Ville Venete è di qualità: almeno una produzione è certificata (DOC, DOCG o IGT) in ogni cantina, +30 p.p. rispetto alla media nazionale. Nel complesso, le Ville Venete rappresentano un ecosistema economico e culturale rilevante e per certi versi sorprendente, che merita di essere difeso, riconosciuto e ulteriormente valorizzato”.
Dal punto di vista produttivo, la presenza è trasversale a tutte le principali tipologie di vino: il 100% delle cantine produce rossi e quasi tutte bianchi, mentre cresce la diversificazione con spumanti e rosé. A rafforzare il posizionamento qualitativo contribuisce anche la forte incidenza di produzioni certificate (Doc, Docg, Igt), superiore alla media nazionale.
Spicca inoltre la vocazione internazionale: le cantine delle Ville destinano all’export circa il 60% della produzione, contro una media nazionale del 45%. Un differenziale che testimonia una maggiore capacità di intercettare la domanda globale e valorizzare il prodotto sui mercati esteri.
Accanto alla produzione, cresce il ruolo dell’enoturismo. Le Ville Venete stanno sviluppando itinerari che integrano degustazione, cultura e paesaggio, rafforzando il legame tra vino e territorio. Un asset strategico, considerando che oltre il 57% dei turisti stranieri è interessato a visitare aziende produttive situate in dimore storiche.
A completare il quadro, il forte radicamento locale: quasi la metà della produzione è legata a vitigni autoctoni, dalle uve simbolo del Veneto come Glera, Garganega e Corvina. Un elemento che consolida l’identità territoriale e rafforza l’attrattività del sistema nel suo complesso.
Il risultato è un modello unico, in cui vino, patrimonio e turismo si intrecciano, trasformando le Ville Venete in un ecosistema capace di generare valore economico, culturale e identitario per l’intero territorio.

