VIDEO | Giustizia riparativa: andare oltre la condanna per ridurre le recidive
Non è un tribunale, né un’aula di mediazione classica, ma uno spazio in cui la giustizia prova a cambiare tono: un confronto diretto tra chi ha commesso un reato e chi l’ha subito. E’ l’obiettivo del Centro per la Giustizia Riparativa, sottoscritto lo scorso autunno a Padova con il Ministero della Giustizia, la cui gestione è stata affidata alla cooperativa sociale La Ginestra. Un modello che non sostituisce la giustizia penale, ma la affianca e la completa, introducendo un percorso di riconoscimento e responsabilizzazione con un obiettivo preciso: ridurre la recidiva.
Il coinvolgimento diretto delle parti, vittima, autore e comunità, diventa così uno strumento per incidere su ciò che accade dopo la sentenza, quando il rischio di reiterazione resta alto e spesso poco governato. Con loro, una figura specializzata: il mediatore, pronto ad ascoltare ed accompagnare le persone coinvolte nel percorso.
Non solo casi di reati più o meno gravi, ma anche semplici litigi, ad esempio, condominiali o scolastici, che hanno bisogno di mediazione per essere risolti.
L’idea, che prende sempre più forma, è quella di un sistema che prova a intervenire non solo sul reato, ma sulle relazioni che lo hanno reso possibile e su quelle che possono evitare che si ripeta.

