Attualità di Redazione , 04/03/2026 12:21

Euro digitale, APPE: "Deve essere un'opportunità, non un costo per gli esercenti"

Euro digitale
Euro digitale

L’Associazione Pubblici Esercizi (APPE) interviene nel dibattito pubblico sull’introduzione dell’euro digitale, chiedendo che il nuovo strumento venga progettato non solo nell’interesse dei consumatori, ma anche delle imprese che ogni giorno lo dovranno accettare, in particolare le micro-attività della ristorazione, dei bar, delle caffetterie e delle gelaterie.

Negli ultimi cinque anni i pagamenti elettronici sono cresciuti in modo esponenziale: secondo l’indagine SPACE 2024 della Banca Centrale Europea, l’uso degli strumenti digitali continua ad aumentare nell’area euro, mentre il contante è in progressiva diminuzione, pur rimanendo ancora prevalente nelle transazioni di piccolo importo nei punti vendita fisici. “La diffusione dei pagamenti con carta e strumenti digitali – conferma Federica Luni, Presidente APPE – è aumentata in modo significativo: lo vediamo quotidianamente nei nostri locali, dove anche una colazione, un caffè o una bibita vengono sempre più spesso pagati cashless”.

Proprio qui emerge la criticità principale. Nel settore dei pubblici esercizi la gran parte delle operazioni riguarda micro-pagamenti frequenti e di importo contenuto (il 50% dei pagamenti riguarda importi inferiori a 20 euro). Oggi la remunerazione del circuito bancomat è in media intorno allo 0,7% degli importi. Per le carte di credito si sale all’1,3% e oltre: con queste commissioni a cui si aggiunge una quota fissa, si finisce per incidere in modo sproporzionato su margini già ridotti. “Consideriamo – precisa Luni – che ad oggi le piattaforme di pagamento guadagnano due volte a nostre spese: in primis dalle commissioni e poi dai vantaggi che derivano dall’avere a disposizione infiniti dati relativi alle nostre abitudini e gusti”.

Per APPE l’euro digitale può rappresentare una svolta positiva, ma solo a precise condizioni: deve diventare uno strumento che riduce i costi di transazione, favorisce l’innovazione e sostiene l’economia reale, non un’ulteriore voce di spesa per le imprese. “Se l’euro digitale replica il modello dei circuiti internazionali già esistenti – sottolinea la Presidente – non sarà una rivoluzione ma una brutta copia. E non servirà né agli esercenti né ai consumatori”.

L’Associazione chiede quindi che il nuovo sistema garantisca condizioni chiare e sostenibili: commissioni basse, trasparenti e soprattutto azzerate almeno per le transazioni fino a 10 euro. Solo così il meccanismo potrà essere realmente “win-win”, favorendo una diffusione capillare e un’adesione convinta da parte dei cittadini e delle imprese.

DATI RECENTI SUI PAGAMENTI IN TALIA

Cash vs. elettronico nel 2024. In Italia il contante resta ancora molto diffuso, ma la sua quota di utilizzo è in progressivo calo. Nel 2024 circa il 61% delle transazioni nei punti vendita avviene in contanti, rispetto al 69% nel 2022. Lo spazio dei pagamenti elettronici cresce in proporzione.
In termini di valore delle transazioni, uno studio segnala che nel 2024 i pagamenti digitali complessivi (incluso l’online) hanno raggiunto il 43% del totale dei consumi, superando per la prima volta il contante (41%).

Crescita dei pagamenti digitali. Secondo ricerche indipendenti nel 2024 il numero di transazioni cashless in Italia è aumentato del +12,3% rispetto al 2023, mentre il valore totale transato con strumenti elettronici è cresciuto del +4,1%.
L’Italia registra un andamento di crescita dei pagamenti elettronici costante, pur restando dietro alla media UE in termini di numero di transazioni per abitante, segno però di forte dinamismo nel progressivo abbandono del contante.

Strumenti utilizzati. Le carte di pagamento rappresentano la maggior parte delle transazioni elettroniche, con circa 112 milioni di carte in circolazione nel 2024. Le carte coprono circa il 73% dei pagamenti non-contanti in Italia.
Cresce anche l’uso di mobile payment e wallet digitali, pur con percentuali ancora inferiori rispetto alle carte tradizionali.