Attualità di Redazione , 20/03/2026 13:50

Dalla Specola al deserto di Atacama, Padova si prepara a una nuova rivoluzione galileiana

Basamento di uno dei telescopi del CTAO sud
Basamento di uno dei telescopi del CTAO sud

Procedono a ritmo sostenuto i lavori per i grandi osservatori astronomici da terra di nuova generazione, destinati a rivoluzionare lo studio del cosmo grazie a una precisione mai raggiunta prima. Anche Padova partecipa a questa impresa globale, e lo fa da protagonista nel progetto dell’Extremely Large Telescope (ELT) dello European Southern Observatory (ESO), il più grande telescopio ottico e infrarosso mai realizzato, che sorgerà sotto uno dei cieli più bui e limpidi del pianeta, a oltre 3000 metri di quota nel deserto di Atacama, in Cile

Il telescopio, dotato di uno specchio principale di 39 metri di diametro e ospitato in una cupola rotante di 80 metri - per capirci, delle dimensioni del Colosseo - sarà dotato di sofisticati sistemi di ottica adattiva grazie ai quali sarà possibile ottenere immagini di nitidezza senza precedenti. Questo compito sarà affidato al più grande strumento di ELT - MORFEO (Multiconjugate adaptive Optics Relay For ELT Observations) - che compenserà in tempo reale la turbolenza dell’atmosfera terrestre e produrrà immagini ad alta risoluzione. Lo strumento è in fase di sviluppo e sfrutterà principi e tecnologie maturate negli anni all’Osservatorio Astronomico di Padova, una delle sedi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. 
A Padova spetta in particolare la responsabilità di allineare le lenti e gli specchi di MORFEO, anche grazie a sistemi e apparecchiature costruite nella filiera industriale del Nord Est, a conferma del forte legame tra ricerca scientifica e tessuto produttivo del territorio.

Ha sottolineato la rilevanza internazionale di questi progetti la visita del Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini ai siti astronomici dell’ESO, in Cile, avvenuta la settimana scorsa, alla presenza del Presidente dell’INAF Roberto Ragazzoni. Un momento particolarmente significativo anche a ridosso dell’insediamento del nuovo governo cileno che, a sorpresa, ha definitivamente cancellato la costruzione di un impianto di produzione di idrogeno verde che, con le sue luci artificiali, avrebbe degradato la qualità di notti stellate che non hanno eguali se non al di fuori della nostra atmosfera.  In questa occasione, il Ministro Bernini ha potuto osservare da vicino non solo lo stato di avanzamento dei lavori di ELT, ma anche il sito destinato a un’altra grande infrastruttura destinata a rivoluzionare la nostra comprensione del cosmo: il Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), che diventerà la più grande e potente infrastruttura al mondo per l’osservazione dell’universo nello spettro dei raggi gamma. Il progetto prevede la realizzazione di oltre 60 telescopi distribuiti tra emisfero nord e sud, rispettivamente alle Canarie e in Cile, dove la delegazione ministeriale ha potuto visitare i basamenti destinati ai telescopi, la cui costruzione è iniziata ufficialmente alla fine del 2025.

Anche nel caso di CTAO, Padova conferma il suo ruolo di protagonista. Il 6 ottobre scorso, infatti, la Città ha ospitato la firma dell’accordo che ha istituito il CTAO come Consorzio europeo di infrastrutture di ricerca (ERIC), con l’Italia tra i Paesi fondatori.

Se da un lato ELT permetterà di osservare l’universo con una nitidezza senza precedenti nella luce visibile e infrarossa – studiando esopianeti, galassie lontane e la struttura del cosmo – CTAO esplorerà invece i fenomeni più estremi, come buchi neri, esplosioni di supernovae e sorgenti cosmiche di altissima energia. Insieme, le due infrastrutture offriranno una visione complementare e senza precedenti dell’universo: dall’osservazione dettagliata delle sue strutture fino all’indagine dei processi fisici più violenti che lo attraversano. Con questi osservatori di nuova generazione - operativi dai primi anni del prossimo decennio - andremo incontro a una rivoluzione paragonabile al salto culturale generato dal passaggio dalle osservazioni del cielo a occhio nudo a quelle con il primo cannocchiale di Galileo. 

Gallery