Fibromialgia, Szumski: patologia invalidante per migliaia di veneti. "La Regione intervenga"

La Fibromialgia, la Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e la Encefalomielite Mialgica Benigna (ME/CFS) sono patologie croniche e altamente invalidanti, con rilevante impatto funzionale, lavorativo e sociale. In Veneto si stima che ne siano affetti tra 60mila e 100mila persone. La Legge Regionale n. 2 del 19 marzo 2013 e la Legge Regionale n. 6 del 27 aprile 2015 hanno già riconosciuto la necessità di percorsi di tutela e presa in carico per chi soffre di queste patologie. A questo proposito abbiamo chiesto alla Giunta regionale quale sia lo stato aggiornato dell’iter nazionale di aggiornamento dei LEA e quali interlocuzioni siano state attivate dalla Regione presso il Governo e le sedi istituzionali competenti e se la Regione intenda sollecitare formalmente la rapida conclusione dell’iter di approvazione e pubblicazione del decreto di aggiornamento dei LEA che, ad oggi, ancora non risulta nonostante lo scorso ottobre la Conferenza Stato-Regioni abbia previsto l'inserimento della fibromialgia, in forme molto severe, tra le patologie croniche e invalidanti.
Ricordiamo che la Regione, nell’ambito della propria autonomia programmatoria, può prevedere LEA regionali, oppure livelli aggiuntivi regionali, nelle more dell’entrata in vigore definitiva dell’aggiornamento nazionale e che il principio costituzionale di tutela della salute imponga di garantire equità di accesso alle cure anche ai pazienti non rientranti nella soglia della "forma molto severa."
La Giunta si faccia carico proporre una revisione delle limitazione delle forme della patologia al fine di garantire una maggiore equità nell'accesso alle esenzioni e di sollecitare l'iter di approvazione del decreto di aggiornamento dei LEA. Chiediamo anche all'assessore alla Sanità se, nelle more dell’entrata in vigore definitiva dei LEA nazionali, intenda valutare l’introduzione nei LEA regionali aggiuntivi di prestazioni correlate alla fibromialgia, senza esclusione automatica dei casi non classificati come “molto severi” e specifiche misure di tutela e percorsi dedicati per MCS e ME/CFS.

