Etra contro lo spreco alimentare: 98 tonnellate di cibo recuperate

Novantotto tonnellate di prodotti alimentari recuperati e redistribuiti, 127.586 pasti equivalenti, oltre 2,4 milioni di chilogrammi di CO₂ evitata, quasi 2 milioni di metri cubi di acqua e 300 mila metri quadrati di suolo risparmiati. Sono i numeri che raccontano, a un anno dal suo avvio, l’impatto concreto di “Fino all’ultima briciola”, il progetto promosso da ETRA SpA Società benefit e voluto fortemente dal Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti per contrastare lo spreco alimentare e trasformare le eccedenze in risorsa.
Un’azione che ha già costruito una rete territoriale significativa e partecipata, coinvolgendo fino ad ora 34 aziende donatrici, 33 Enti No Profit/Associazioni di volontariato del territorio e 19 Comuni soci di ETRA, e che dimostra come la collaborazione tra pubblico, imprese e terzo settore possa generare benefici ambientali, economici e sociali tangibili.
I risultati del progetto si inseriscono nel quadro della 13ª Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in programma domani giovedì 5 febbraio 2026, appuntamento che richiama l’attenzione su un fenomeno che incide profondamente sull’ambiente e sulla società. In vista della ricorrenza, l’Osservatorio Waste Watcher International ha diffuso il Rapporto “Il Caso Italia 2026”, che segnala un calo dello spreco domestico di circa il 10% rispetto all’anno precedente, con una media di 554 grammi pro capite a settimana. Un dato incoraggiante che, tuttavia, non cancella la portata del problema: lo spreco alimentare nelle sole famiglie italiane vale ancora oltre 7 miliardi di euro, mentre lungo l’intera filiera si superano i 13,5 miliardi di euro l’anno.
È proprio per rispondere a quella che è a tutti gli effetti un’emergenza ambientale e culturale che ETRA e il Consiglio di Bacino Brenta hanno scelto di investire in un progetto strutturato che vuole essere un modello per il territorio. «Lo spreco alimentare – evidenzia Flavio Frasson, presidente di ETRA – è un problema etico e culturale che riflette modelli di consumo eccessivi e una scarsa consapevolezza del valore del cibo. Gli alimenti non consumati finiscono spesso nel rifiuto secco, aumentando le emissioni di gas serra e i costi del sistema di smaltimento. Ridurre lo spreco significa anche contribuire all’obiettivo regionale dell’84% di raccolta differenziata entro il 2030. In questo percorso l’impegno di ETRA assume un valore e un significato particolari».
“Siamo orgogliosi di aver creduto e investito in “Fino all’ultima briciola” - prosegue Germano Racchella, presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti -. Il nostro supporto non è stato solo un atto dovuto, ma una leva fondamentale per avviare un circolo virtuoso che oggi ci permette di contare quasi 100 tonnellate di cibo salvato. Questo progetto realizza perfettamente la nostra visione: ridurre la produzione di rifiuti e, contemporaneamente, sostenere le fasce più fragili della popolazione. È la dimostrazione che l’economia circolare non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che noi continueremo a promuovere con forza”.
Fondamentale è stato il coinvolgimento di due partner strategici che hanno fornito gli strumenti operativi per realizzare il progetto. Da un lato Regusto, la piattaforma tecnologica che ha permesso di digitalizzare e tracciare i flussi delle donazioni tra aziende ed enti no-profit, certificando gli impatti ambientali positivi; dall’altro Too Good To Go, l’applicazione che ha coinvolto direttamente cittadini ed esercizi commerciali nel recupero dell’invenduto promuovendo abitudini di consumo più sostenibili.
Il progetto “Fino all’ultima briciola” si fonda su tre pilastri: il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari, il sostegno a scelte di consumo più consapevoli attraverso strumenti semplici e accessibili, e la sensibilizzazione di scuole, mense, istituzioni e aziende socio-sanitarie per favorire un cambiamento culturale duraturo. Un approccio integrato che mette al centro l’educazione e la responsabilità condivisa.
La Giornata del 5 febbraio diventa così non solo un momento simbolico, ma l’occasione per rafforzare un impegno quotidiano. L’esperienza di ETRA dimostra che la lotta allo spreco alimentare può tradursi in azioni concrete e risultati misurabili, se affrontata con visione, responsabilità e lavoro di rete. Perché lo spreco si combatte davvero solo fino all’ultima briciola.

