Arquà Petrarca celebra i 1000 anni della Chiesa di Santa Maria Assunta

Arquà Petrarca si prepara a celebrare i 1000 anni della Chiesa di Santa Maria Assunta, cuore spirituale e identitario del borgo, con una messa solenne in programma venerdì 27 febbraio alle ore 20:00, presieduta dal Vescovo di Padova, Mons. Claudio Cipolla.
È qui che si svolsero le esequie di Francesco Petrarca e, secondo le sue volontà testamentarie, nei pressi dell’edificio trovò sepoltura, suggellando in modo definitivo il legame tra il poeta e il borgo euganeo che scelse come dimora negli ultimi anni della sua vita. Un anniversario di straordinario valore simbolico che riporta l’attenzione su uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e artistico dei Colli Euganei.
“Celebrare i mille anni della Chiesa di Santa Maria Assunta significa rendere omaggio non soltanto a un edificio di straordinario valore storico e artistico, ma a un luogo che da secoli rappresenta il centro spirituale della nostra comunità. Qui si intrecciano fede, memoria e identità; qui si è scritta anche una pagina fondamentale della nostra storia, con le esequie di Francesco Petrarca, che ha scelto Arquà come sua ultima dimora. Questo anniversario è un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza e per trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del patrimonio che custodiamo. Ringrazio il Vescovo Claudio Cipolla per la sua presenza e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa celebrazione, che rappresenta un momento di unità e di orgoglio per l’intera comunità”, dichiara il Sindaco di Arquà Petrarca Andrea Schivo.
LA STORIA DELLA CHIESA – Le prime notizie documentate della chiesa risalgono infatti al 1026, testimoniando una presenza religiosa che attraversa dieci secoli di trasformazioni architettoniche, artistiche e sociali.
Ai tempi di Francesco Petrarca, nel Trecento, la chiesa presentava un porticato – già in rovina nel XV secolo e oggi completamente scomparso – che accoglieva fedeli e viandanti. Nel corso dei secoli l’edificio ha conosciuto diversi interventi: nel 1677 venne ampliato in lunghezza e in altezza; la facciata, modificata nel 1874 e nel 1926, ha assunto l’attuale linea romanica che oggi caratterizza il profilo della chiesa nel tessuto urbano di Arquà.
L’interno si presenta a navata unica, con tre altari e travatura lignea a vista. L’altare maggiore, proveniente dall’eremo del Monte Rua, è opera dello scultore Francesco Rizzi (1729–1795), appartenente alla scuola dei Bonazza, e comprende le statue della Vergine e dell’Arcangelo Gabriele, due busti di santi e due angeli. I due altari laterali in legno scolpito risalgono al Cinquecento; la pala dell’altare di destra, realizzata da Pietro Damini da Castelfranco, raffigura il Battesimo di Gesù. Di particolare pregio è la grande pala dell’Assunta, collocata dietro l’altare maggiore, opera di Palma il Giovane.
I restauri condotti agli inizi del Novecento hanno inoltre riportato alla luce preziosi affreschi di scuola veneto-bizantina, tra cui una Madonna con Bambino dell’XI secolo, oltre a ulteriori cicli pittorici del XIV e XV secolo di scuola post-giottesca, testimonianze stratificate di una lunga continuità artistica e devozionale.

