VIDEO | Goggia e l'amore per Cortina: "Dal 2017 sull'Olimpia sempre sul podio, ti sono grata"
“Mi hai regalato una bellissima medaglia di bronzo e questo costituisce un valore inestimabile. Non era scontato, per come si era evoluta la situazione, eppure mi hai voluta premiare comunque… ti sono grata.” È l’ennesima dichiarazione d’amore di Sofia Goggia a Cortina, dopo il bronzo in discesa libera sull’Olimpia delle Tofane: la terza medaglia consecutiva nella specialità in tre edizioni olimpiche di fila.
La pista ampezzana è ormai casa sua: dal 2017, ogni volta che ha portato a termine una gara sull’Olimpia delle Tofane è sempre salita sul podio, centrando quattro vittorie. Un legame speciale che si è rafforzato anche durante la Cerimonia di Apertura quando – dopo la sfilata degli atleti – proprio a lei è stato affidato il compito di accendere il braciere olimpico in Piazza Dibona, tra commozione e applausi.
Milano Cortina 2026, uno show già da record: gradimento del 90% per la cerimonia inaugurale invernale che per sette spettatori su dieci è stata la più memorabile di sempre. Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Milano Cortina lo "spirito italiano" è stato il tratto distintivo di uno spettacolo che ha entuasiasmato ad ogni latitudine.
Un successo seguito con attenzione anche nel padovano: Sofia Goggia è infatti ambassador di Abano Terme, dove ha lavorato sulla condizione fisica per presentarsi competitiva proprio nella sua Cortina.
“Grazie a tutte le persone che mi hanno aiutata a gestire la situazione – ha scritto ancora la 33enne bergamasca –. Grazie a te, cara Cortina. La mia Olimpiade continua.” Per ora, non nel modo sperato: nella combinata è caduta, fortunatamente senza riportare conseguenze serie. Ora lo sguardo è già rivolto ai prossimi due appuntamenti: il SuperG del 12 febbraio e lo Slalom Gigante di domenica 15, due gare da possibile medaglia.
Sarà ancora una volta l’Olimpia delle Tofane il teatro delle sue discese. E non solo a Cortina, ma in tutto il mondo, i tifosi di Sofia aspettano di rivederla lanciarsi su quella pista che, più di ogni altra, racconta la sua storia.

