Fallimenti in diminuzione nel padovano: sono 132 nel 2025 contro i 163 del 2024

Fallimenti in calo nel Padovano. Nel 2025 le liquidazioni giudiziali sono scese a 132, contro le 163 del 2024. In diminuzione anche le procedure minori, passate da 66 a 45. Numeri che, secondo Confcommercio Ascom Padova, indicano un ritorno su livelli più “fisiologici”, simili a quelli del 2023.
“Difficile dire se i semplici numeri siano in grado di offrire un quadro corretto di ciò che sta accadendo nel mondo dell’impresa”, analizzano in Confcommercio Ascom Padova, “perché numeri in diminuzione non sono sufficienti per dire se l’economia è in salute o meno perché alla loro formazione concorrono molti fattori, primo fra tutti la tempistica sull’avvio delle procedure. Di certo, meglio un dato che scende rispetto ad uno che sale”.
A sostenere questa tendenza contribuisce anche la composizione negoziata, uno strumento introdotto nel 2021 per aiutare le imprese ancora risanabili a superare situazioni di crisi senza arrivare alla liquidazione giudiziale. Una procedura volontaria, attivabile online, che consente all’imprenditore di confrontarsi con creditori, banche e fisco con l’assistenza di un esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio.
“In Italia, un fallimento”, commenta il presidente di Confcommercio Padova Patrizio Bertin, “è uno stigma dal quale è difficile affrancarsi. Non è così in altri Paesi dove il fallimento è nè più nè meno che un tentativo andato male ma che non preclude alla possibilità che il tentativo successivo sia coronato da successo. Elon Musk, in questo senso, è una sorta di "manifesto", condivisibile o meno, ma pur sempre l'espressione di quella voglia di ritentare che in Italia resta un tabù”. Per cui, se queste sono le premesse, di una cosa sono convinti in Confcommercio Ascom Padova: l'efficacia della composizione negoziata.
“Se un'azienda era in difficoltà”, spiega anche Flavia Morazzi, consulente dell'Ufficio Tributario di Confcommercio Ascom Padova che, al suo interno, ha uno staff dedicato al progetto “Patente d’Impresa”, “fino al 2021 la prospettiva era la liquidazione giudiziale e poco altro. Dal 2021, invece, con l'obiettivo di aiutare le imprese in difficoltà a risolvere le proprie crisi finanziarie, è stata introdotta una particolare procedura, denominata composizione negoziata, che ha come obiettivo principale quello di evitare la liquidazione giudiziale e favorire il risanamento dell'azienda, salvaguardando l'attività e l'occupazione. Ovviamente è di fondamentale importanza poter intercettare segnali di squilibrio prima che diventino evidenze di crisi. Questo significa che se le cose non vanno bene non è saggio rinviare "sine die", meglio intervenire subito, comunque finchè il quadro complessivo lo permette".
La composizione negoziata è un percorso volontario e stragiudiziale, attivabile online, che permette all’imprenditore in difficoltà di farsi affiancare da un esperto indipendente (nominato dalla Camera di Commercio) per trovare soluzioni con banche, fornitori, lavoratori, fisco, ecc. I vantaggi della procedura sono evidenti: sospensione temporanea di alcune azioni esecutive, coinvolgimento diretto del debitore nelle trattative, nessun passaggio obbligatorio dal tribunale (salvo in caso di richiesta di misure protettive). Non sempre però anche questa soluzione si rivela sufficiente ad evitare la liquidazione giudiziale.
“Purtroppo”, conclude il presidente Bertin, “gli strascichi della pandemia e del superbonus sono tra le cause principali delle liquidazioni giudiziali. L'edilizia, in particolare, risulta tra i settori più colpiti a Padova ma un po' dappertutto in generale. Il superbonus ha "drogato" il mercato e non tutte le imprese, nate un po' come funghi, hanno poi saputo rispondere ai carichi di burocrazia: le grandi hanno retto, più di una piccola ha dovuto issare bandiera bianca. Così dicasi per i bar e i ristoranti o le palestre. Norme sempre più stringenti, personale difficile da reperire e affitti alle stelle hanno fatto ciò che il Covid non aveva fatto al suo sorgere. Salvo poi chiedere il conto, con gli interessi!”

