Attualità di MT , 11/12/2025 13:50

VIDEO | Nutrie nel piatto? Gli agricoltori dicono sì: qualsiasi cosa pur di eliminarle

Il sì degli agricoltori di Padova, il servizio di TgPadova

Nella Bassa modenese, la notizia non avrà sorpreso nessuno: la nutria, lì, si mangia in umido.  La nutria, parente stretta del castoro, viene chiamata anche «castorino». Originaria del Sud America, si è diffusa in Italia dopo un fallito tentativo di utilizzarla in allevamenti per le pellicce.

A Modena, la nutria, senza pelle e disossata, viene tagliata a spezzatino e lasciata marinare in olio, aceto e rosmarino per 12 ore. Poi si cuoce a fuoco lento in un soffritto con l’aggiunta di salsa di pomodoro, spezie e peperoncino.

Ma anche a Farra di Soligo, provincia di Treviso, il gruppo di amici, «Quei dea nutria», organizza una volta all’anno una cena a base di paté di nutria, nutria al forno con le cipolle, nutria arrosto con le patate e, per finire, fegatini di nutria alla veneziana.

Non è vero quindi che sia un piatto tipico dell’Est Europa. L’idea di mangiarla non dispiace agli agricoltori del Veneto per cui l’importante è eliminare il nemico numero uno, quello che rovina argini e campi. Confagricoltura Veneto dice sì.

Animali infestanti, da eradicare, punto. Come il consigliere regionale della Lega Stefano Valdegamberi la pensa anche Luca Trivellato, presidente di Cia Padova, che lancia un appello alla prossima giunta regionale: fondi per procedere con urgenza agli abbattimenti di questi animali.