VIDEO | Al Santo la commemorazione del venerabile Padre Placido Cortese
Padre Placido Cortese era un frate della comunità francescana della Basilica del Santo. Scomparve senza lasciare traccia l’8 ottobre 1944, a 37 anni. Sequestrato dalle SS naziste. Nato a Cherso (in Istria), entrato in seminario a 13 anni a Camposampiero col desiderio di diventare frate francescano, a 17 anni i voti di povertà, castità, obbedienza, poi gli studi e l’arrivo a Padova come direttore del Messaggero di S. Antonio, portando la rivista dei frati a 800.000 copie.
Di scena la II guerra mondiale, anche a Padova arrivavano migliaia di prigionieri, politici, soldati alleati catturati dai nazifascisti, molti Sloveni e Croati dopo che Hitler e Mussolini avevano invaso quei territori.
A Chiesanuova, ex caserma Romagnoli, vi era un enorme campo per questi prigionieri tra i quali ben presto padre Placido divenne conosciuto e ricercato: li visitava spesso con la sua bicicletta, parlava la loro lingua , portava loro indumenti, cibo, lettere e pacchi dei familiari, nascondendo tutto sotto la tonaca.
Parallelamente il frate mise in piedi un’incredibile rete segreta di aiuto per salvare ebrei, soccorrere civili, proteggere rifugiati ricercati dai tedeschi. Fra tutti i perseguitati dai nazisti di Padova si sparse la voce che una via di salvezza era possibile grazie a quel frate della Basilica del Santo. Sapeva come recuperare i soldi per dare un aiuto a queste persone, come trovare e falsificare i documenti utilizzando anche le foto degli ex voto lasciate sulla tomba di Sant’Antonio dai fedeli, come ottenere i timbri della questura, farsi aiutare da collaboratori spesso giovanissimi ( come le sorelle Martini, anche loro poi internate) che accompagnavano questi prigionieri per non dare sospetti alla stazione e nel viaggio in treno sulla linea Verona- Milano, verso la Svizzera. L’appuntamento era in basilica al confessionale dove Placido stava in alcune ore fisse: fingendo la confessione, comunicavano in codice “padre…ci sono 12 scope, oppure padre avrei bisogno di cinque uova, o tre chili di farina ” e padre Placido capiva che c’erano 12 prigionieri, oppure 5 o 3 persone da accompagnare in Svizzera e che dunque servivano per loro denaro, vestiti, ma soprattutto documenti.
Per molti mesi le cose andarono bene e centinaia prigionieri riuscirono a fuggire. Fino a quando padre Placido, scoperto, divenne un traditore del Reich da eliminare con tutti i suoi collaboratori. Martirizzato nella sede della Gestapo di piazza Oberdan, a Trieste, interrogato, torturato, non svelò i nomi dei suoi collaboratori, pur sapendo che ciò gli sarebbe costato la vita, come avvenne, il suo corpo cremato nella Risiera di San Sabba.
La commemorazione del Martire della carità in Basilica è stata presieduta da S. Em.za Rev.ma il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, la causa di beatificazione in corso. Al termine la preghiera al Memoriale di padre Placido, ovvero il confessionale da dove in segreto coordinava la straordinaria catena di salvezza.

