Attualità di Redazione , 29/08/2025 11:17

Ascom denuncia: "Agenti di commercio esclusi da incentivi per acquisto auto elettriche"

Auto elettrica
Auto elettrica

Se c’è una categoria che usa l’auto per lavoro questa è quella degli agenti di commercio.
“Mediamente – riferisce Carlo Trevisan, presidente degli agenti e rappresentanti della Fnaarc Ascom Confcommercio di Padova – ci facciamo 60mila chilometri all’anno per promuovere i prodotti e i servizi delle aziende che rappresentiamo. Logica vorrebbe che gli incentivi per le auto arrivassero anche a noi”.
Invece no. 
Gli incentivi green previsti a settembre per l'acquisto di auto elettriche diventano l’ennesima occasione mancata per sostenere la mobilità degli agenti di commercio visto che la misura, com’è attualmente formulata, include per le microimprese gli autoveicoli N1 e N2, ovvero gli autoveicoli prevalentemente per trasporto merci, ma esclude le auto utilizzate dalla stragrande maggioranza degli agenti per svolgere la propria attività di microimpresa, trasportando i propri prodotti, vale a dire cataloghi, campionari e materiali per la promozione delle vendite, al pari di altre aziende.
“Che la nostra categoria non goda delle attenzioni del fisco è cosa arcinota – continua Trevisan – visto che l’adeguamento del tetto di deducibilità dell’auto è fermo dal 1986. Per l’erario, infatti, la deducibilità dell’auto corrispondente a 25.822 euro, cifra che ci permette a malapena di comprare un’utilitaria, decisamente insufficiente per chi, come noi, in macchina quasi ci vive e ha bisogno di sicurezza. Evidentemente solo al fisco sfugge che negli ultimi 20 anni, i prezzi delle autovetture siano aumentati del 44%. Quest’inadeguatezza fiscale ai valori di mercato delle auto costringe gli agenti a cambiare auto con minore frequenza, contribuendo ad aggravare, peraltro, la crisi di un settore in recessione com’è quello dell’automotive”. 
L’augurio dei quasi 5mila agenti e rappresentanti di commercio padovani è che la politica capisca e operi di conseguenza. “Nutro dei dubbi – conclude Trevisan – perché se il metro di paragone è quel 1986, significa che la “traversata del deserto” sarà ancora lunga. Però, come si dice: “la speranza è l’ultima a morire”.